Intervista a Gioconda Belli

Gioconda Belli
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Erotica lo è davvero, Gioconda Belli. Erotica nel senso più spagnolo del termine, dove per erotismo si intende un languido abbraccio di sensi, un’accoglienza calda, senza pretese, un coinvolgimento che è quasi stordimento che profuma degli enormi fiori del Nicaragua. Erotismo, forza e saggezza: i caratteri tipici delle donne della sua terra, con cui anni fa ha davvero fondato un partito politico, il PIE Partito dell’Izquierda Erotica, la Sinistra Erotica. Gioconda ci osserva, scruta la platea per coglierne gli umori, mentre Lunetta Savino recita alcuni brani tratti dal suo ultimo libro. La platea è composta in prevalenza di donne, ci sono ottantenni, sessantenni, quarantenni, diciannovenni. Gli uomini invece appartengono ad una sola generazione, quella che ha fatto il ’68. Nessuno più vecchio, nessuno più giovane. C’è poco da fare: il problema sono loro.

Nel tuo libro si racconta di politici corrotti che occupano il tempo in festini a luci rosse, sai che anche in Italia questa è attualità?
Sì, lo so bene, gli echi del Bunga Bunga hanno fatto il giro del mondo. Purtroppo ritengo sia una situazione comune a molti stati, e che il motivo sia proprio quello del machismo, dell’arroganza maschile che spadroneggia non trovando un adeguato contrasto. Un potere femminile potrebbe cambiare decisamente la situazione, perché le donne hanno una consapevolezza ed un senso della responsabilità differenti. Io dico che le donne potrebbero pulire il Paese perché sanno come fare, lo pulirebbero esattamente come sanno pulire la propria casa. 

 

In Nel paese delle donne cambiano molte cose nel momento in cui il PIE prende il potere. Si riesce anche a cambiare l’assetto economico, vendendo buoni di carbonio ed applicando strategie che coniugano il lavoro, il guadagno e il benessere di tutti, anche dell’ambiente. E’ un romanzo utopico, è fantapolitica?
Spero di no. Spero davvero che un giorno non lontano partiti simili al PIE in tutto il mondo riescano ad applicare regole di equità ed eco sostenibilità, che esista una festa come quella del Giorno dell’Uguaglianza in Ogni Senso.

 

Come è nata la storia del pinguino tenuto in casa?
Facile: è una storia vera! Sembra incredibile, ma è proprio così. C’è stato un politico che ha fatto scandalo quando si è scoperto che aveva in casa un’intera stanza refrigerata per farci vivere un pinguino, che mangiava ogni giorno pesce fresco. Pare glielo avesse regalato la fidanzata. Immaginate quanti soldi ci vogliono, in un paese caldo come il Nicaragua, per trasformare una stanza in cella frigorifera, considerando che lo zoo di Managua non ha i soldi per tenere animali che non siano adattabili al clima equatoriale.


Quindi ci vogliono donne al potere. Nel tuo romanzo, però, è necessaria un’eruzione. Pensi sia indispensabile o le donne potrebbero farcela anche da sole?
Mi auguro vivamente di sì, non credo ci sia bisogno di un’eruzione. Conoscete la teoria del caos, il cosiddetto “effetto farfalla”? Dice che un battito d’ali di farfalla può scatenare un uragano dall’altra parte del mondo. Ecco, questo è ciò che penso: non è necessaria l’eruzione, può bastare un battito d’ali. Ma queste ali bisogna batterle!

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