Intervista a Irio Castrignano

Irio Castrignano
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A volte le parole vengono insieme durante la notte e chiedono con forza di essere posate su un foglio. Questa è l’esperienza di Irio Castrignano, al suo primo racconto. Niente di straordinario, se non fosse che Irio ha solo 13 anni e che il suo primo libro l’ha scritto quando ne aveva 10. Il suo segreto? È un vero “mangialibri”… Lo incontro alla presentazione del suo racconto fantastico, a Fasano, dove vive e studia (ancora alle medie).




Pare che tu abbia scritto Dragdima durante la notte. Ci racconti cosa ti ha spinto? Cosa avevi esigenza di comunicare?
Ho passato tanto tempo ad inventare avventure con i miei giocattoli. Avevo il desiderio di fissare su un foglio quelle storie: volevo semplicemente non dimenticare i racconti a cui pensavo. Ho scritto per divertirmi.


A 13 anni hai già pubblicato il tuo primo libro. A chi pensi di ispirarti?
Non mi sono mai ispirato a qualcuno in particolare, ma di certo la mia passione per i draghi e le letture sul genere: saghe, leggende celtiche, le storie di Tolkien hanno fatto il resto.


Osservazione, riflessione, ricerca. A quale concetto associeresti la tua scrittura?
Secondo me l’una non esclude l’altra: amo osservare i paesaggi, gli animali, le persone e poi mi piace renderli delle creature fantastiche e dei luoghi immaginari attraverso la mia elaborazione. Questo processo non si ferma mai perché mi sento sempre in ricerca: sento di voler creare e far nascere sempre nuovi personaggi, nomi, luoghi e creature.


Ci racconti brevemente il senso di Dragdima?
Il senso di Dragdima è racchiuso nel percorso che fa il protagonista Lif che, scoperte le sue origini regali, comincia un’avventura per riunire le dodici scaglie dei draghi anziani che lo riporteranno sul trono dell’isola di Dragdima. In questa ricerca conoscerà molti amici, creature fantastiche e mostri giganteschi. Il bene sarà continuamente messo alla prova dal male. Il cuore del messaggio è nell’importanza dell’amicizia, dell’amore per la natura e dell’eterna lotta tra il bene e il male.


Ci hai ricordato che “I draghi sono i guardiani dell’equilibrio”. Cos’è per te l’equilibrio?
L’equilibrio per me è l’uguaglianza del potere del bene e di quello del male. Quindi i draghi rappresentano l’ago della bilancia.


La tua compagna di classe Alma Fanigliulo ti ha accompagnato in questa avventura illustrando il romanzo. Cosa credi abbia colto davvero del tuo racconto?
Alma ha voluto rappresentare le parti del racconto che non erano particolarmente descrittive, così da renderle più facilmente immaginabili all’occhio del lettore. E poi ci siamo divertiti un mondo insieme…!


Leggi da quando avevi 5 anni. Sei un lettore onnivoro o sei selettivo? Cosa ti piace di più?
Penso di essere un lettore selettivo, preferisco i libri fantasy, fantascientifici e da un po’ (adesso che sono un po’ più grande) amo leggere anche qualche giallo.


Il libro è dedicato alla tua maestra di scuola elementare. Cosa ha rappresentato per te?
La mia maestra delle elementari, Carmen, mi ha fatto scoprire la mia passione per la lettura e la scrittura. È per questo che le ho dedicato questo libro. Le sarò sempre grato per questo dono prezioso.


A chi consiglieresti la lettura di Dragdima?
Ai ragazzi della età di quando l’ho scritto (ne avevo dieci allora): direi che può andar bene dai nove ai tredici. A me piacerebbe senz’altro di più leggere un libro scritto da un ragazzo della mia età, che uno scritto da un adulto.

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