Intervista a Liza Marklund

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La bionda Liza Marklund, scrittrice, giornalista e cofondatrice di una casa editrice, è anche ambasciatrice di pace dell’UNICEF. Molto attiva nel sociale, ha spesso prodotto documentari e servizi su violenza domestica e condizione della donna; fra un evento e l’altro a Tempo di Libri 2017 ha trovato il tempo per rispondere alle tante domande che le hanno fatto giornalisti e blogger. Qui di seguito le curiosità di Mangialibri.




Abbiamo conosciuto Annika Bengtzon che si affacciava nel mondo del giornalismo, dopo dieci romanzi siamo a quella che sarà (a quanto pare) l’ultima avventura. Giornalista affermata, sembrava ormai che fosse arrivata ad una stabilità che invece viene rimessa in discussione. Quanto è cresciuta Annika in questi anni? Possiamo dire che è una donna “risolta”?
Nell’ultimo libro della saga, Ferro e sangue, lei deve confrontarsi col passato e alla fine venirci a patti per capire finalmente chi sia davvero. Questo è il perno attorno a cui ruota il libro. Alla fine Annika scoprirà di essere una donna di ferro e sangue, ed ecco perché il titolo del libro.

Quando lessi il tuo libro d’esordio, ricordo che mi colpì molto il fatto che in Svezia tutto fosse così semplice per i cittadini: accedere e verificare bilanci dello Stato o dei singoli rappresentanti, così come prendere appuntamento con un Ministro, per esempio. Una cosa che per noi italiani è fantascienza. Sono passati parecchi anni e mi chiedo: è ancora così? E quanto i cittadini svedesi “approfittano” di questa opportunità di controllare i loro interessi?
Il sistema amministrativo svedese è probabilmente uno dei più aperti al mondo, ogni cosa è trasparente. Quando parti dal presupposto dell’integrità dei tuoi rappresentanti, se sai di poter verificare, non vai a vedere il singolo documento ma sei più tranquillo perché sai che potresti farlo, sai con chi hai a che fare. E per noi tutto questo è normale, anzi, siamo sorpresi che questo non sia normale dappertutto. Insomma pensiamo che gli altri Stati abbiano un problema.

Nel corso degli anni ti sei distinta per il tuo impegno in ambito sociale, in particolare nei confronti delle donne. Parliamo di femminicidio: in Italia purtroppo il numero di donne uccise è altissimo, succede anche in Svezia o è un problema che non sentite? Nel caso ci sia anche in Svezia, quali credi possano essere le cause? Ci sono delle differenti motivazioni? Al di la degli stereotipi, mi sembra difficilissimo pensare ad un’aberrazione giuridica come il “delitto d’onore” in quel Paese…
Il problema è invece assolutamente lo stesso in Svezia, è diverso solo il numero delle morti, forse perché il sistema di accesso alle cure è un po’ diverso e molte donne sopravvivono, ma è un problema costante davvero grosso che non è ancora stato risolto. Siamo ancora al punto in cui in qualche modo scusiamo gli uomini, li giustifichiamo, pensiamo ancora che ci siano ragioni private per cui accadono queste cose, che siano problemi della coppia.

Relativamente alle pene sono ben definite in base al reato o come qui sono del tutto inadeguate?
Esattamente le stesse! Ti faccio un esempio: nella mia piccola città su, al nord della Svezia, c’era una donna con tre figli, era divorziata e aveva incontrato un nuovo uomo, avevano cominciato a uscire, un ristorante un bar ‒ tieni conto che essendo una piccola città non ci sono tanti locali. Bene, una sera era in un bar a ridere e scherzare con questo nuovo uomo, niente di che, una normale uscita. Quando è tornata a casa, nella sua casa, nascosto nel buio c’era il suo ex marito con un’ascia. Ha aspettato nascosto che lei tornasse a casa, facesse la doccia si togliesse il trucco, e poi l’ha uccisa. Ha avuto una condanna minima. Era successo ma non si sono posti domande, quest’uomo è entrato in casa l’ha aspettata per venticinque minuti nascosto nel buio, e poi l’ha uccisa. Con tre bambini che dormivano al piano di sopra. Nella sentenza hanno addirittura sbagliato il nome della vittima tre volte. Viene da chiedersi da quale dannato pianeta venissero.

Qualche tempo fa hai affermato che nessun altra parte del mondo, i contrasti sono più netti e sentiti che in Svezia, cosa intendevi?
In Svezia abbiamo questa società bella, meravigliosa, con pochissima delinquenza e o contrasti sociali, godiamo della pace dal 1809, da quando la Russia ci ha portato via la Finlandia, ecco che più una società è pacifica e stabile, più sono evidenti e stridenti eventuali contrasti.

Tu vivi parte dell’anno in Svezia e parte in Spagna: ti senti più mediterranea o nordica?
Mi sento assolutamente europea, non ho un’identità nazionalistica, sono assolutamente convinta che essere europei sia bellissimo.

I LIBRI DI LIZA MARKLUND



 

 

 
 
 
 
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