Intervista a Luca Centi

Luca Centi
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Giovane scrittore aquilano classe 1985, Luca Centi è un appassionato di letteratura fantastica, di anime e manga, fedele spettatore di serie televisive americane. Dalla sua predilezione per Salinger e per Anne Rice nascono le sue storie su mondi fuori dal comune. Lo abbiamo incontrato per voi.




Quando nasce il tuo amore per la Londra vittoriana?
Penso sia nato quando avevo quindici, sedici anni, vale a dire quando ho letto per la prima volta Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen. Da allora ho letteralmente divorato ogni romanzo di quell'epoca, da Wilde alla Austen, passando per le sorelle Brontë.

 


Quale il confine della liceità per la protagonista del tuo Il sogno della Bella Addormentata? Fino a che punto ci si può spingere, insomma?
Uno dei punti cardine del romanzo. Il padre della protagonista ha preso delle decisioni moralmente discutibili ma che, per l'appunto, è difficile indicare come giuste o sbagliate. La sua stessa figlia se lo domanda in più di un'occasione, domande che spero si porrà anche il lettore. Ho cercato infatti di mantenermi sul "grigio", sull'ambiguo, evitando di indicare bene e male, bianco e nero.


Quale la fotografia dell'Urban Fantasy e del fantastico in generale in Italia oggi?
In evoluzione. Penso che gli autori, come me del resto, si stiano divertendo a sperimentare, a cercare nuovi modi per raccontare storie classiche.


Quali suggestioni ti ha trasmesso la fiaba originale della Bella Addormentata?
La fiaba originale Talia, il Sole e la Luna è una fiaba crudele. C'è un lieto fine, è vero, ma è un lieto fine con un retrogusto amaro. Ed è stato proprio il finale a colpirmi, un finale che ho cercato di riproporre, a modo mio, ne Il sogno della Bella Addormentata.


Difficoltà e possibilità di scrivere di una protagonista femminile?
Inizialmente ammetto di aver avuto non poche difficoltà a ideare il personaggio di Talia. Ma le difficoltà non erano legate al suo sesso, quanto alla situazione e al periodo storico in cui si trova a vivere. Mi sono quindi dovuto calare nel personaggio e chiedermi quali scelte avrei fatto al posto suo.


Cos'è il mistero nella tua vita?
Il passato, proprio come per Talia. Il nostro passato è legato ai nostri ricordi ma in più di un'occasione i ricordi possono trarre in inganno. Si modificano col tempo, assumono contorni nuovi. Viene quindi da chiedersi "è accaduto come io ricordo oppure no?".


Cosa ti aspetti da questo libro?
Sarò banale ma spero che riesca a emozionare. Penso sia l'obiettivo principale di tutti gli scrittori, quello di far immedesimare i lettori, di coinvolgerli attivamente nella narrazione. E io spero di aver concepito un personaggio reale a sufficienza da riuscire in questa impresa.


Cosa hai imparato da Talia? E cosa le hai trasmesso?
Sul finire del romanzo Talia prende una decisione sofferta, una decisione che segnerà la sua vita. Ecco, io avrei agito, probabilmente, in maniera diversa. Come io ho trasmesso a Talia la mia determinazione e anche un po' del mio scetticismo, così lei è riuscita a insegnarmi l'importanza del perdono. Anche per quelle persone che non abbiamo mai conosciuto davvero e che un po' ci hanno deluso.

I libri di Luca Centi

 

 

 

 
 
 
 
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