Intervista a Lucia Biagi

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Lucia Biagi non è solo un’illustratrice, fumettista, creatrice di piccoli oggetti con la tecnica del ricamo e dell’uncinetto e curatrice di un blog: assieme al suo fidanzato a Torino gestisce una fumetteria. Capirete quindi che non è stato facile trovare un momento buono per incontrarla, nemmeno telefonicamente. Beata l’informatica, quindi, che ci permette di dialogare via mail ingannando le distanze chilometriche e temporali. Lucia, con molta disponibilità, risponde a tutte le nostre domande cercando di approfondire alcuni dei temi trattati nel suo ultimo lavoro a fumetti. Il mondo degli adolescenti, si sa, è complesso, ma le strisce sono un mezzo utilissimo per avvicinare queste strane creature bombardate da ormoni e rivoluzioni emozionali. Un modo alternativo (grazie al cielo) di comunicare slegato dai nostri ormai insostituibili smartphone, che resiste nel tempo e che, ne siamo certi, non passerà mai di moda.




Da dove hai preso spunto per disegnare e scrivere la storia di Federica nel tuo Misdirection? Ti sei ispirata a qualcuna o a un episodio reale?
Le vicende della trama sono totalmente frutto della mia fantasia, ispirata dal luogo che conosco bene e dalle mie vacanze da ragazzina, ma senza nessun collegamento a fatti reali. Anche i personaggi sono tutti inventati anche se, come dico sempre, c'è un po' di me in ognuno di essi. Forse gli unici davvero simili alla realtà sono i nonni di Federica, perché mi sono ispirata tanto ai miei! Alcuni dialoghi o atteggiamenti dei personaggi sono nati osservando il comportamento di molti ragazzi, ma in generale questo libro per me è stato divertente da scrivere proprio perché ho potuto lasciar lavorare l'immaginazione in libertà.

Anche io sono padre di una ragazzina di tredici anni, che a settembre passerà dalle medie alle superiori. Osservandola e ricordando com’ero io, mi sono reso conto che si arriva a un bivio importantissimo senza esserne consapevoli. I modelli in quel momento sono fondamentali e Federica sembra averne scelto uno sbagliato. Sei d’accordo?
Sono d’accordo che l’inizio dell’adolescenza è un momento cruciale e di svolta per un individuo ed è certamente tipico dell’adolescenza provare a seguire i tipi più “trasgressivi” per sentirsi più sicuri. O almeno questo è il ricordo che ho di me! Non sono madre di nessuno, quindi faccio fatica invece ad immaginare il punto di vista di un genitore, ma non sono d’accordo sul considerare Noemi un modello sbagliato da seguire, secondo me non è proprio da considerare un modello e la parola “sbagliato” mi sembra troppo categorica. Dico questo perché il libro è raccontato esclusivamente dal punto di vista di Federica che vede in Noemi un’amica alla pari, ovviamente ammira il suo carisma perché le dà l'impressione di sapersi muovere nel mondo con scioltezza, ma non finisce mai per replicare il suo comportamento senza pensare. Federica è abbastanza consapevole di quello che vuole o non vuole fare, ma sbaglia quando crede di avere con lei un rapporto di amicizia più profondo di quello che è realmente ed è questo che crea uno squilibrio fra loro. L’errore è non capire che anche Noemi sta cercando di costruire la sua personalità e sta imparando a rapportarsi con gli altri, cercando di usare i mezzi che ha e seguendo gli esempi che vede intorno a sé. In fondo anche Noemi è una ragazza giovane, che crede di essere innamorata, piena di ingenuità e contraddizioni tipiche dell’adolescenza, quindi se agli occhi di un adulto non è sicuramente il migliore modello da seguire, non per questo è da considerarsi in nessun modo cattivo.

Nel racconto di Federica emergono due concetti importanti che, non a caso, hai riportato anche sulla quarta di copertina con due frasi estrapolate dai dialoghi. Il primo è: “Ma per te è così importante piacere alla gente?” Credi che sia una costante del mondo adolescenziale di oggi?
Sì, di ieri, di oggi e di domani. Il concetto di reputazione è sempre esistito, quando ero adolescente io era limitato alla scuola o ai gruppi sociali in cui ti muovevi, oggi è anche nel mondo virtuale quindi sembra amplificato ma segue le stesse regole. Credo che il senso di accettazione colpisca chiunque, per alcuni durante l'adolescenza è più importante perché si è più insicuri, no? In particolare per le ragazze diventa importante perché essere considerata “una brava ragazza” esula dal suo significato e diventa sintomo di poter vivere più sereni e rilassati.

E il secondo è: “Sai qual è la cosa divertente? Credo di aver capito che una ragazza sbaglia sempre”. Lo pensi veramente?
Non so se è necessario spiegarlo: estrapolata dal contesto questa frase può risultare ambigua, Federica parla con triste sarcasmo. Quello che io penso è che spesso le ragazze faticano a muoversi nel mondo e hanno la sensazione di sbagliare qualunque scelta facciano. Nel libro ho cercato di raccontare quel bisogno di avere una parte da giudicare e su cui puntare il dito che le persone hanno.

Nel fumetto sfiori in qualche modo anche il fenomeno del cyberbullismo e della dipendenza degli adolescenti dai telefonini. Infatti Federica ammette: “Sono stata malissimo per te, ho lasciato il mio cellulare per te”. Hai avuto modo di presentare Misdirection ai ragazzi? Che riscontri hai avuto?
Anche se è uscito da poco, sono stata a presentarlo in alcune classi di scuola superiore, ed è stato interessantissimo vedere le reazioni degli studenti! Il cyberbullismo è un problema che ormai nelle scuole viene affrontato, ho visto molti manifesti per la sensibilizzazione alla questione appesi in giro per la scuola e i ragazzi, almeno davanti a me e alla professoressa, mi sono sembrati consapevoli dell’argomento e delle “dinamiche di branco”. E poi mi ha stupito quanto sembravano disposti a coinvolgere gli adulti nell’eventuale insorgere di problemi di vario genere nella loro vita. Mi sa che di dipendenza da cellulare ne soffriamo tutti, ma i nativi digitali lo usano in una maniera diversa da noi.

Misdirection, ovvero la tecnica dell’illusionista di distogliere l’attenzione dal punto in cui avviene il trucco. Credi che l’adolescenza sia quindi una specie di età che delude e nella quale molte magie vengono svelate?
Oh no, anzi è un’età in cui si fanno molte esperienze per la prima volta e quindi sono potentissime, sia le cose belle che i drammi sono intensi. Certo che la prospettiva rispetto all’infanzia cambia e ti ritrovi a dover ragionare su alcune dinamiche con la tua testa. Quando sei bambino i tuoi genitori o le tue figure di riferimento ti insegnano cosa è giusto o sbagliato senza tanti mezzi termini. Crescendo si imparano le sfumature...

Fumettista, illustratrice, sarta di piccole creazioni all’uncinetto, curi il blog http://www.whenaworld.com e a Torino gestisci con il tuo fidanzato una libreria di fumetti. Sei immersa nel mondo dell’immagine. Tu che lo vivi quotidianamente, puoi dirci che rapporto hanno gli adolescenti di oggi con quest’arte?
Dunque, premettiamo che non posso avere una visione complessiva degli adolescenti perché quelli che entrano nel mio negozio hanno già scelto di leggere fumetti e quindi sono una selezione dei tanti. La fascia giovane della mia clientela legge principalmente manga, qualche fumetto di supereroi e qualche fumetto italiano famoso sul web. Spesso è difficile consigliarli perché sono timidi e parlano poco, la loro cultura nell’ambito nasce da internet e molti arrivano ai manga perché guardano anime.

C’è un lettore “tipo” di fumetti?
Non più, l’immagine classica del nerd lettore di fumetti ormai è superata! Adesso le persone che entrano nel mio negozio sono di tutte le età, ovviamente ci sono tante ragazze e c’è gente di tutti i tipi... Ma ogni tanto capita che i clienti si fermino in negozio a parlare di che arma sceglierebbero in caso di apocalisse zombie o che è più forte fra due supereroi, ahah, la fumetteria è ancora il posto giusto per discutere di queste cose.

Come vedi il futuro delle librerie e per le fumetterie, da addetta al settore?
Questa domanda è difficile, sia perché sono la peggior commerciante e imprenditrice sulla faccia della terra, sia perché preferisco non pensarci per non rattristarmi... Mi piace leggere e basta, spero continui a esserci gente come me.

Hai nuovi progetti in lavorazione? Se sì, ce li potresti anticipare?
Sto iniziando a buttare giù degli appunti per una storia nuova ma sono in alto mare, e poi ho bisogno di una pausa, devo ricaricarmi di idee e di energie per disegnare. In più adesso voglio dedicarmi al negozio e al mio hobby numero due: ricamo e uncinetto!


I FUMETTI DI LUCIA BIAGI


 

 
 
 
 
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