Intervista a Mariano Tomatis e Ferdinando Buscema

Articolo di: 

Non poteva che essere imprevisto e fortuito l’incontro con Mariano Tomatis e Ferdinando Buscema, brillanti e simpaticissimi illusionisti/mentalisti ospiti della manifestazione “Anteprime” a La Versiliana. Ci accomodiamo in un salottino della villa che fu di Gabriele D'Annunzio davanti ad un enorme caminetto - fortunatamente spento, dato che siamo a luglio. Non è difficile rompere il ghiaccio perchè le curiosità su di loro sono tante e la disponibilità immediata.




Come avete trasformato in libro - con L'arte di stupire - la vostra passione?
Questo libro rappresenta otto anni circa di collezione, di oggetti, aneddoti, idee che ci siamo scambiati come figurine. Questi oggetti narrativi non identificati si sono condensati e il loro mix ha dato origine a questo libro. Alla fine è stato dato un ordine a questa serie di cose ed è emersa la necessità di far prendere forma a queste idee. Il risultato è una vera e propria opera d’arte realizzata da Mariano.


Che cos’è oggi l’illusione?
“Illusione” non è una parola che amiamo, perché rimanda a qualcosa di ingannevole come “magia”, ha una connotazione negativa nell’immaginario collettivo, così come la parola “illusionista”. Ed è un peccato perché noi cerchiamo il lato giocoso della magia. E del resto le parole illusione e illusionista contengono al loro interno il verbo ludere, ovvero giocare. E c’è anche una polarità: vero-falso, buono-cattivo. Secondo noi nel falso, nell’illusione, c’è molto di buono, sono potenti. Una storia con cui chiudiamo il libro sembra quasi una scena de La vita è bella. Durante un attacco ad un centro commerciale di Nairobi da parte di Al Qaeda, una donna italiana ha fatto rifugiare un gruppo di bambini in un negozio, fingendo che Batman sarebbe presto venuto a salvarli. Per quei bambini quest’illusione è stata una bolla che non li ha messi in contatto con la dura realtà dell’attacco, una bolla di protezione che un adulto illuminato ha potuto mettere in campo. Le illusioni che abbiamo scelto per questo libro sono tutte positive e luminose. Ovviamente le illusioni di segno negativo sono quelle che storicamente fanno più notizia attraverso l’illusione collettiva, perché catalizzano maggiormente l’attenzione e tristemente sono le uniche che fanno breccia. Il nostro compito è invece quello di raccontare “gli inganni a fin di bene”, di mostrarne il lato costruttivo.


Il gioco era una cosa sacra. Quanto la tradizione, la storia antica, vi appartiene?
Mariano ha studiato il primo caso di esperienza congegnata. Ne Il Signore degli Anelli Frodo si affaccia ad un bacile, in cui vede prima la sua immagine riflessa e poi una serie di altre figure. Noi spieghiamo come funziona, risalendo addirittura a Sant’Ippolito, che per spiegare gli inganni dei pagani, ne rivela il meccanismo. Si fa un buco al centro del pavimento della stanza in cui si pone il bacile d’acqua con il fondo di vetro. Nella stanza sottostante si collocano una serie di attori vestiti da demoni, fauni e strane creature. Chi entra e guarda la superficie dell’acqua vede dapprima la sua immagine riflessa, poi nella stanza sottostante viene acceso un fuoco, in questo modo sparisce il riflesso e compaiono le immagini distorte degli attori che danno proprio l’impressione di una visione infernale. Le persone che uscivano da quella stanza avevano la certezza di aver assistito ad un’esperienza mistica. Questo è un po’ il fiore all’occhiello dei reperti che abbiamo dissotterrato ed aveva degli aspetti trasformativi, un po’ come oggi andare dallo psicologo, era un’esperienza di trascendenza, una sorta di sacralità dell’illusione. L’intera operazione è che se l’inganno è usato con fini terapeutici e pedagogici ben venga! I Wu ming hanno definito il nostro libro il “manifesto del Materialismo Magico”. Il nostro obiettivo è proprio quello di costituire un ponte tra materia ed evocazione di esperienze, di trascendenza.


Qual è la cosa importante per voi nella magia?
Una delle categorie care ai noi prestigiatori è la configurazione dell’effetto finale e del modus operandi. Noi siamo sensibili a questi due ingredienti e al percorso tra l’uno e l’altro. L’effetto è reale anche se è stato usato un trucco, anche se è servita la progettualità di qualcuno per farlo accadere. Quando un mago si esibisce da sempre lo fa per esercitare il proprio potere, nel caso del tassista con cui apriamo il libro, nessuno è stato applaudito, la magia diventa un bene in sé e toglie potere alla mago. In un buon novanta per cento dei maghi che si esibiscono, anche attualmente, c’è una componente di ego molto pronunciata. Scrittori come Tolkien ci hanno aiutato a coltivare questa doppia mente  costruendo  veri e propri universi narrativi. Non puoi assolutamente non credere nell’universo creato, pur sapendo benissimo che non esiste. Questo è ciò che intendiamo con “doppia mente”. Un altro esempio è tutto il filone di Sherlock Holmes, molti fan hanno creato raduni e addirittura hanno visitato la casa di un personaggio inesistente. Quando siamo stati a Disneyland abbiamo fatto una foto con Shrek e nostro nipote è tuttora convinto che sua zia sia amica di Shrek.


A proposito di ego e mago, mi viene in mente che in realtà il mago integrato non è egocentrico…
Il magnetismo per il male ha sviluppato dibattiti epici ed eterni, esiste la magia bianca e la magia nera. Il nostro claim “magia al popolo” è proprio perché la magia può rendere migliore la vita di tutti, non deve essere riservata a qualcuno su un palco. Abbiamo tirato queste somme cercando di tradurle in un linguaggio comprensibile a tutti.


Il fatto che questo libro arrivi adesso, in un momento in cui abbiamo sempre meno voglia di essere stupiti negativamente, è un caso?
Secondo noi il potere si basa sull’assopimento, sull’anestetizzare le masse. Oggi è prezioso ed è un atto eversivo porre nelle mani dei lettori questo libro, risvegliare le coscienze e mostrare punti di vista diversi. Ci auguriamo che questa lettura possa avere tali effetti per il maggior numero di persone possibili. Abbiamo collezionato una serie di feedback di personaggi che stimiamo e ci ha fatto piacere che ci abbiano rimandato pareri così importanti, nonostante siano così differenti tra loro. Molte persone alla fine delle presentazioni si avvicinano e ci dicono che si sono resi conto che anche loro hanno fatto magie nella loro vita e questo ci gratifica più di ogni altra cosa.

Il libro di Mariano Tomatis e Ferdinando Buscema

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER