Intervista a Marzia Limongiello

Marzia Limongiello
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Marzia gestisce una caffetteria-gelateria ad Avellino, ed è proprio lì che ci siamo conosciuti. Un locale adatto a rilassarsi, dove poter sfogliare libri e sorseggiare tisane aspettando che il cuore si riscaldi per affrontare il freddo gelido della città. Scrittrice per passione, lettrice per vocazione, Marzia fa della sua vita il suo romanzo, cercando di coinvolgere il lettore. E ci riesce con un metodo tutto suo.

Il lettore si sente a casa nel tuo libro Sognavo la seconda, lo accogli e gli riscaldi l’anima. Come fai?
Non faccio nulla di particolare, sono semplicemente me stessa. Così come accolgo i clienti qui nel mio locale, cerco di trasmettere la passione per  le cose che adoro come i prodotti genuini dell’Irpinia.


Gestire un locale così particolare ti porta via tanto tempo, stai scrivendo qualcosa di nuovo?
Per nulla. Il GHI assorbe tutta la mia vita. Ho in mente due libri molto diversi da quello che ho scritto ( sognavo la seconda ) non perché io sia maturata come scrittrice, ma a me piace affrontare e scoprire sempre nuove situazioni, così come nella mia vita privata o nel mio lavoro. Non posso farlo di notte quando chiudo la mia attività perché a casa ti porti tutto, i pensieri, le fatture, mio figlio che vuole le attenzioni della sua mamma e non riesco ad essere serena e a scrivere ciò che ho nella mia testa.


E allora come è uscito fuori il primo libro?
In quegli anni avevo tempo libero, non gestivo ancora la gelateria e potevo permettermi dei momenti da dedicare a me stessa.  Ho scritto come se avessi un bisogno dentro, una voglia di leggere qualcosa di divertente e così ho pensato di descrivere la mia vita che è tragicomica proprio come appare in queste pagine.


Ci sei riuscita. È una storia semplice ma trasmette calore, il tuo modo di scrivere ricorda Rossana Campo, ma riesci a mantenere un tuo stile personale riconoscibile. Ma è davvero autobiografico?
Quello che leggi è tutto vero, anzi è autobiografico diciamo al 90%, poi ovviamente ho dovuto romanzare un po’ la mia vita. Non ero preoccupata che una storia così normale potesse interessare qualcuno. Quando scrivi questo problema non dovresti portelo. Io ho pensato a raccontare una storia a liberarmi da ciò che avevo dentro sperando di farlo in un modo che coinvolgesse anche coloro che non mi conoscono personalmente. Ho vissuto un disagio, un seno troppo prosperoso su un corpo di ragazzina. Sono sbocciata all’improvviso da un anno all’altro e i miei amici, soprattutto uomini perché sono sempre stata un maschiaccio, all’improvviso mi hanno guardata in modo diverso. Per strada ricevevo diverse occhiate da uomini maturi. Tutti si soffermavano sul mio seno tralasciando il resto. Queste attenzioni non erano ciò che cercavo…


… e decidi quindi di operarti, cambia qualcosa?
Sì,  su consiglio anche dei miei genitori mi faccio ridurre il seno. In me cambia poco, non ero insicura del mio corpo. Il cambiamento è avvenuto negli altri: potevo finalmente passeggiare inosservata e tranquilla o potevo indossare i miei costumi (Marzia è anche istruttrice di nuoto) senza la paura che le tette mi scappassero fuori durante una gara con il pubblico interessato di più ai miei 'galleggianti' che al mio stile libero.


Il tuo romanzo ha una “veste” nuova: come mai la decisione di staccarti dalla tua editrice e continuare invece con l’autoproduzione?
Ho conosciuto Arcoiris tramite una persona che fungeva da intermediario/agente letterario il quale mi ha chiesto 800 euro per la pubblicazione. La veste grafica faceva davvero pena, la copertina in stampa digitale non rendeva e non rappresentava per nulla il mio intimo. Inoltre non mi avvisavano e non mi pagavano i diritti d’autore sulle copie che vendevano loro, asserendo che il libro non vendeva neanche sui siti come IBS. Io sapevo che era una bugia in quanto molte persone che conosco l’avevano comprato proprio da quel sito, così mi feci coraggio e ne ordinai una copia anche io. Richiamo la cara editrice ma lei è sempre ferma sulla sua linea e così li mando a cagare. Ora il libro mi appartiene davvero, ho curato la copertina e la veste grafica ed è più simile alla mia vera natura.


Una scelta coraggiosa, di solito il percorso di uno scrittore è inverso, si parte da un’eventuale autoproduzione per poi arrivare a pubblicare con una casa editrice. Hai mai avuto problemi a svelare particolari così intimi della tua vita?
No anzi. Molti mi pongono la tua stessa domanda per me è stata solo una liberazione. Io spero che la mia decisione, la forza di affrontare un’operazione per cambiare un corpo con il quale si vivono disagi possa essere d’ispirazione. Nel mio caso erano le tette, ma pensa ad altre menomazioni magari più serie. L’adolescenza è un momento difficile soprattutto per una ragazza e dovrebbe invece essere vissuto con serenità e una piccola dose di leggerezza.

I libri di Marzia Limongiello

 

 

 

 
 
 
 
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