Intervista a Mattia Iacono

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Mattia è un illustratore, fumettista e colorista romano, diplomato alla scuola internazionale di Comics in illustrazione e colorazione digitale. Cover artist per l’etichetta discografica milaneseMaciste Dischi, lavora per copertine come IDW (G.I.Joe, Teenage Mutant Ninja Turtles per esempio).




Spesso le opere prime nascondono tratti molto autobiografici del loro autore: si può dire lo stesso di Demone dentro? Lo possiamo considerare il risultato di un tuo percorso già compiuto (o in fieri) oppure qualcos’altro?
Non so se sia una prerogativa delle opere prime avere tratti autobiografici, però Demone dentro sicuramente qualcosa di mio ce l’ha. Non doveva essere così, o almeno non così tanto. Arrivato alla fine mi sono reso conto che i due personaggi avevano molto di me e anche i loro modi, in parte, mi appartenevano. Questo sicuramente è dovuto a esperienze personali, passate e presenti, ma anche da quelle delle persone che mi circondano. Ho provato a raccontare delle dinamiche comuni.

In Demone dentro fai ricorso al viaggio per raccontare una evoluzione/lotta interiore, alterni presente e passato, semini indizi ma senza approfondirli e razionalizzarli troppo. Hai avuto un autore di riferimento o un modello narrativo a cui ti sei maggiormente ispirato?
Mi piacciono molto film, romanzi e fumetti con intrecci narrativi che si muovono tra tempo e spazio. Non ti saprei dire uno o più autori precisi di riferimento. Sicuramente il mio amore spassionato per i film di Tarantino può aver influenzato la narrazione di Demone dentro. Volevo creare una divisione tra quello che era il passato e quello che è il presente per i personaggi.

Riguardo le tematiche: racconti come l’infelicità e la rabbia ci possano trasformare e lo fai usando molti simboli, lasciando grande spazio a più letture diverse. C’è, però, un messaggio particolare che ti è stato più a cuore esprimere?
Volevo raccontare il viaggio. La strada per arrivare alla consapevolezza del problema, non per forza ad una risoluzione. Non volevo parlare delle “grandi” paure, ma di quelle quotidiane, di quelle che quasi non si vedono. Che poi sono quelle che ci portano ad esplodere e a fare del “male” alle persone che abbiamo intorno e a noi stessi.

Sei passato dall’illustrazione pura alla narrativa. Come hai organizzato il tuo lavoro? Quale consiglio pratico daresti ad un altro autore completo esordiente?
Continuo a lavorare come illustratore, e mi piace molto. L’illustrazione ha il potere di raccontarti un’intera storia o un concetto con una sola immagine, il fumetto ti da la possibilità di farlo con molte pagine e vignette. Sembra banale, ma per me è stato difficile all’inizio cambiare punto di vista,metodo di ragionamento e composizione. Ho applicato le nozioni e l’esperienza che avevo come illustratore. Volevo provare, e vedere che succedeva, e, in parte, sono riuscito nell’intento. Sicuramente mi sono divertito e spero di poter continuare a farlo. Per chi come me è all’inizio, l’unico consiglio che posso dare è di “fare”,provare, creare e provare ancora. La tenacia in questo lavoro aiuta molto.

Puoi dirci già qualcosa su progetti futuri o collaborazioni?
Ci sono progetti che mi coinvolgeranno come disegnatore/colorista, e altri solo come colorista di cui ancora non posso parlare. Per quanto riguarda progetti miei personali, ho iniziato a scrivere “qualcosa”, ma è ancora tutto molto primordiale…


I FUMETTI DI MATTIA IACONO


 

 

 
 
 
 
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