Intervista a Max Calderan

Max Calderan
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Cosa mai domandare di stimolante e originale a chi delle sfide estreme ha fatto il suo stile di vita? Superata la paura di doverlo intervistare nel cuore del deserto di nonsocosa o su un deltaplano sospeso a 300 metri sulle cascate di nonricordochi, mi preparo a... un'intervista estrema!

Cosa ti spinge ogni volta a cercare di oltrepassare un limite?

Tutto è relativo. Il limite viene sorpassato senza saperlo ogni giorno da milioni di uomini nell'etica, nella morale, nel rispetto altrui e in quello di chi ha creato tutto il baraccone che ci circonda… la differenza semmai consiste nel perchè vuoi superarlo, e soprattutto se ne sei consapevole. Io lo supero perchè cerco la verità che esiste sopra il limite terreno.

 

A cosa ti aggrappi quando la fatica comincia a farsi sentire?

Per quanta scienza venga utilizzata, alla fine arrivi a chiedere aiuto a Dio: la fatica si può contenere con un integratore. La morte la superi solo se credi.

 

Perché hai sentito il bisogno di mettere queste tue esperienze in un libro?

Max Calderan non è uno sportivo. E’ un estremo vero. Di quelli che, come dicono le università, la scienza non spiega come mai non muoia in un deserto, senza medico, completamente solo, con poca acqua, poco cibo, senza telefono satellitare, magari in piena estate a quasi 60 gradi. Non seguo assolutamente regole della medicina sportiva (per esempio non mangio pane e pasta e non assumo barrette o sali minerali) quindi le mie imprese impossibili sono il mezzo per poter comunicare qualcosa che non è gesto atletico ma una riflessione profonda sul potenziale enorme dell´essere umano ormai sopito da una vita piena di condizionamenti mentali.

 

Molti pensano che uno sportivo non possa anche essere uno scrittore, e che quindi non sia proprio lui a scrivere il testo dei suoi libri: tu rileggendoti pensi di essere riuscito a trasmettere ciò che volevi dire?

Lo saprò ascoltando chi lo avrà letto.

 

Qual è il regalo più bello che ti hanno fatto le esperienze che hai vissuto?

La certezza che non finisce tutto quando non sarò più corpo.

 

Cosa ti piacerebbe raccontare ancora?

Di Gesù nel deserto visto con gli occhi di un esploratore estremo. Lo spazio di crescita di uno "sportivo" non è come si pensa legato solo ai soldi che muove un personaggio. Ma al pericolo che il personaggio possa muovere le coscienze in una direzione che si scontra con un sistema. [foto claudia paoli]

 

I libri di Max Calderan
 

 

 

 
 
 
 
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