Intervista a Michael J. Sullivan

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Michael J. Sullivan, scrittore statunitense di fantasy, è uno degli autori più noti della scena self-publishing mondiale. Con l’auto-pubblicazione, come molti autori d’oltreoceano, è riuscito a raggiungere il pubblico dei lettori americani ed europei, spianandosi la strada per la carriera letteraria. Il suo ultimo ciclo, The Riyria Revelations, edito in Italia da Armenia, trasporta il lettore in un mondo medioevale dove magia, battaglie e storie d’amore spesso irrealizzate mettono a dura prova guerrieri, rivoluzionari, nobili e popolani, che vivono varie avventure legate alla nascita del nuovo impero. Ho incontrato Sullivan all‘ultima edizione di Lucca Comics & Games presso lo stand Armenia, dove lo scrittore ha salutato il suo pubblico. Da una lunga e piacevole chiacchierata sono riuscito a capire meglio le tappe della sua carriera letteraria e le caratteristiche dei suoi personaggi.




Come hai iniziato a pubblicare romanzi?
Un buono scrittore ha bisogno di un agente letterario in grado di farlo notare dalla case editrici più importanti. Quando ho iniziato a lavorare alle mie opere sono riuscito a contattare solo case editrici minori, che non potevano garantirmi una carriera soddisfacente. A quel punto ho deciso di giocare la carta del self publishing, che mi ha consentito di mettermi in evidenza. Ho poi investito i guadagni realizzati per avvicinare una buona agenzia letteraria in grado di lanciarmi definitivamente.

Il fantasy è l’unico genere in cui hai messo alla prova le tue capacità?
Assolutamente no, ho lavorato anche ad altri generi letterari. Per quanto riguarda il fantasy, all’inizio mi sono avvicinato soltanto come semplice lettore e devo ammettere che mi sono divertito molto. Il Trono di Spade è senza dubbio uno dei libri che ho apprezzato di più. Le storie fantasy permettono di immergersi completamente nelle vicende e sollecitano una forte empatia con i personaggi, specialmente quelli che hanno ruoli positivi, sono queste le caratteristiche che apprezzo di più. Non mi è servito molto tempo per capire che sarei potuto passare da appassionato lettore ad autore.

Ci parli dell’insolita personalità di Hadrian come ladro e componente dei Riyria?
È un idealista e ha un carattere molto positivo. È un ladro simpatico a cui ci si affeziona facilmente, opposto al compagno Royce che è assai pratico, specialmente se si tratta di denaro, e rivela spesso un comportamento violento. A differenza di altri personaggi, che non nascondono la loro malvagità e presentano un carattere tenebroso, Hadrian nel suo agire è mosso da un palese senso di umanità. Credo doni leggerezza alla narrazione rendendo più divertente la saga. L’ho concepito con questa personalità perché non volevo deprimere il lettore appesantendo la storia. Per la stessa ragione ho evitato scene di sesso esplicite e ho cercato di non soffermarmi sulla descrizione delle battaglie. Ho voluto scrivere un romanzo rivolto a tutte le età, che avesse il pregio di farsi leggere con piacere.

Qual è il personaggio che compie il cambiamento più significativo nell’arco della saga?
È sicuramente Royce. Le vicende che lo mettono alla prova lo spingono a compiere un deciso cambiamento in positivo. Nel rivelare la sua reale natura, il ladro si rende più gentile nei confronti del prossimo anche allo scopo di portare a termine il suo percorso di redenzione, distaccandosi dalle azioni malvagie commesse in passato.

Come sei riuscito a descrivere un’ambientazione storica così dettagliata?
È una domanda che mi hanno rivolto in molti. Qualcuno è arrivato addirittura a chiedermi se sono un esperto di arti marziali. In realtà ciò che descrivo nelle mie opere è prevalentemente frutto dell’immaginazione. La fantasia non ha limiti. Molti pensano che per conoscere una grande città, come ad esempio Parigi, sia indispensabile visitarla, ma la creatività di uno scrittore può consentirgli di immaginarla senza averla mai vista. Non ho fatto studi particolari per scrivere la serie dei Riyria: il loro mondo era semplicemente già nella mia testa.

Nello scrivere la tua saga hai tenuto in considerazione particolari strategie di marketing?
Non ho avuto alcuna preoccupazione di questo genere, ho solo lasciato che le parole scorressero liberamente sul foglio. Credo che passando da un libro all’altro il mio lavoro sia visibilmente migliorato, ma spontaneamente. Il mio interesse principale era divertire il lettore facendo in modo che non mancassero le situazioni impreviste, che rendono la storia entusiasmante.

I LIBRI DI MICHAEL J. SULLIVAN



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