Intervista a Michela Marzano

Michela Marzano
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"Chi sono allora, Diotima, quelli che filosofano, se non lo sono né i sapienti né gli ignoranti?" "È chiaro anche ad un bambino ormai - disse - che sono quelli a metà tra questi due e che di essi fa parte anche Amore. La sapienza, infatti, fa parte delle cose più belle e Amore è amore del bello, sicché è necessario che Amore sia filosofo e, in quanto filosofo, sia in mezzo tra il sapiente e l'ignorante". (Platone, "Simposio"). L’occasione è d’oro. Poter dialogare con Michela Marzano, filosofa laureata alla Normale Superiore di Pisa, docente all’università parigina Descartes, saggista e da quest’anno anche deputata alla Camera. Ci dona un saggio che parla di amore, ci offre un supporto filosofico su come imparare a riconoscere l’Amore e lo fa parlando di sé. Scrive schietta, senza edulcorare troppo le sue emozioni di paura, le accetta e ci dà la possibilità di sentirci sbagliati. Cioè normali. E noi gliene siamo grati.




Trovi sia più semplice parlare di amore in prima persona oppure cogli l’occasione per chiarirti tu stessa mentre comunichi con noi lettori attraverso il tuo libro L’amore è tutto: è tutto ciò che so dell’amore?
Trovo che parlare di amore partendo da sé, da quello che si è vissuto, sia un modo per poi concettualizzare in modo diverso l'amore, senza ripetere quello che è stato scritto già tante volte. Il fatto di intrecciare il racconto alla prima persona con la scrittura alla terza, non è né facile, né serve a chiarire qualcosa nei miei confronti. Se non avessi già fatto un po' di chiarezza, non avrei mai potuto scrivere questo libro.

 

È una moda da qualche tempo fare outing, eppure allo stesso tempo avvicina, credo, il lettore all’autore. Tu scrivi parlando di te per farci un esempio che rimanga meglio impresso o è proprio il desiderio di mostrarti come sei?
Né l'uno né l'altro. Come ho detto, quello che mi interessava era trovare le parole più giuste per parlare di amore.

 

Mentre sfoglio le pagine del tuo nuovo lavoro, ritenendole quasi come fossero una confidenza personale,  osservo tra le righe il tuo cammino, ciò che ti distanzia oramai dalla ragazzina pelle e ossa che ha superato brillantemente gli esami alla Normale prima di tutti gli altri. Anche tu distingui facilmente, in te e nel tuo raccontarci, i passi compiuti? Sei felice con Jacques al fianco, oggi?
Jacques è l'uomo che amo. E quindi tante volte, con lui, sono felice. Ma l'amore consiste soprattutto ad accettare il fatto che nessuno potrà mai renderci "perennemente felici".

 

Penso molto spesso che i filosofi abbiano – abbiate - una enorme responsabilità: spiegare appunto l’inspiegabile. A bruciapelo: per  te è una missione o una pesante zavorra far dipendere, probabilmente, la nostra felicità dalla vostra comprensione?
Ciò che è inspiegabile lo resta, nonostante tutti gli sforzi che si possano fare. Si può tutt'al più riuscire a trovare qualche parola capace di nominare ciò che tante volte non riesce nemmeno ad essere nominato. Quanto alla felicità di ognuno, non dipende affatto né da me, né dagli altri filosofi. Solo i ciarlatani pretendono trovare formule capaci di spiegare il mondo o, peggio ancora, ricette di felicità.

 

Negli anni ’70 si  collezionavano figurine titolate “Love is, l’amore è”. Se dovessi tu stessa raffigurarne alcune riassumendolo in sole due o tre parole, cosa aggiungeresti che non hai messo nel libro? L’Amore è…. ?
Per il momento tutto ciò che sapevo dell'amore, come recita il sottotitolo, l'ho messo nel libro...

I libri di Michela Marzano

 

 

 
 
 
 
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