Intervista a Milena Agus

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Milena Agus è una donna strana. Semplice ma non troppo, timida ma non troppo, disincantata ma non troppo. Forse sorpresa dal successo del suo libro, ma non fino in fondo... Vale la pena farci due chiacchiere e cercare di saperne di più, no?




Come costruisci una storia?
Sono i personaggi che mi vengono a trovare, scrivo perché ne ho bisogno; tutte le mie storie riguardano un problema specifico al quale non so dare le risposte immediate e i personaggi si fanno strada in me mostrandomi le varie possibilità di sviluppo. Quello che cambia sempre è il finale, quasi sempre inaspettato, sempre utile.

Come è avvenuto il tuo incontro con la casa editrice Nottetempo?
Nell’autunno del 2003 lessi sul venerdì di Repubblica di una nuova casa editrice romana, la Nottetempo, che pubblicava libri leggeri, con la copertina morbida, scritti con caratteri grandi. Mi è piaciuta molto questa idea, ed ho cominciato a leggere i loro libri, ed ho deciso di mandare loro una storia. Questo avveniva di ottobre, a giugno ricevetti la telefonata di Ginevra Bompiani che intendeva pubblicare ciò che le avevo mandato: ovviamente pensai ad uno scherzo fatto dai miei amici...

Che ruolo ha la musica nella tua vita?
La musica è molto presente nella mia vita, è la salvezza di mio figlio che è un musicista jazz e abita a Parigi. Anche mio marito è un musicista, e proprio per il nostro matrimonio abbiamo comprato un pianoforte.

Hai più volte affermato che scrivi per memoria, per conservare i ricordi degli amici, è vero?
Certo, ho molti amici spiritosi, amici d’infanzia intendo, con i quali ho condiviso molte cose. Ho voluto fermare piccole cose come atteggiamenti, modi di fare. I miei personaggi nascono dalle persone che ho vicino, anche se non sono quelle persone.

Le donne sono spesso accusate di scrivere solo per loro stesse, cosa ne pensi?
Io scrivo cose che mi riguardano da vicino, nel mio libro ci sono anche particolari intimi piuttosto espliciti, mia madre infatti ha un’edizione censurata da me con il nastro isolante! E' vero, è così e sono certa che lei non abbia comprato un altro libro , è una persona che si preserva da certe cose. È vera la casa di Cagliari, la casa di mia nonna, la storia dei miei zii emigrati a Milano, esistono le vie, i posti. Quando ero piccola mia madre non faceva altro che parlare di Cagliari e queste storie mi sono entrate dentro.

In questo ultimo periodo hai ricevuto molti consensi, premi: come vivi questo momento?
Sono molto felice che i miei libri piacciano, ma credo che dietro tutto questo ci sia un grande spreco, mi chiamano tante persone, c’è spreco di affetto, di cene di gala, di alberghi, tante cose belle e buone, ma il mio godimento vero è... tornare a casa a scrivere.


I LIBRI DI MILENA AGUS


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