Intervista a Pablo Simonetti

Pablo Simonetti
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Bisnonni paterni emigrati in Cile nel 1891 da Roma, bisnonni materni arrivati da Figline Valdarno, ingegnere con master in Economia a Stanford (ri)scopertosi da pochi anni scrittore di successo, Pablo Simonetti è un affabulatore, un anticonformista curioso della vita e dei discorsi altrui. Ogni domanda che gli fai è lo spunto di un lungo discorso, di uno spaccato di storia recente del suo Paese. E il tempo di un'intervista sembra volare.
Il triangolo dunque - come sembri suggerire nel tuo romanzo La ragione degli amanti - è la forma geometrica che rappresenta meglio l'amore?
Forse non è la rappresentazione migliore, però è la più realistica. Anche se questo non ci piace, e vorremmo che la nostra vita sentimentale fosse una linea retta, senza ambiguità. Credo che tutti i rapporti di coppia abbiano un fattore 'terzo', per esempio i figli, o persone estranee.E ci sono coppie che 'terzializzano' con gli amici, con il lavoro, con la società: tutti elementi che in fondo danno forza al rapporto, e immettono in circolo nuove energie. Nel romanzo il terzo elemento va molto oltre come ruolo, ovvio, ma è un simbolo, una rappresentazione di quella energia.
 

Il desiderio e la sessualità - anche non 'conforme' - che spazio trovano nella società cilena di oggi?
Direi che i desideri - nel senso più ampio del termine - sono confinati allo spazio privato, non sono argomenti pubblici. Esistono naturalmente riviste che ne parlano, ma da un punto di vista frivolo e stereotipato. Nella società cilena anche oggi non c'è disinvoltura, si verifica una sorta di negazione della sessualità, che viene messa in secondo se non in terzo piano.
 
In che senso la storia che racconti ne La ragione degli amanti è anche politica?
La storia con la S maiuscola è illuminta dalla storia con la s minuscola.I personaggi della vicenda che racconto subiscono la Storia, e viceversa: il romanzo diventa così una metafora della storia politica recente del Cile. Il rapporto tra Manuel e Diego è il rapporto tra il Cile e la nuova situazione politica. Entrambi sono esposti al futuro, il futuro che bussa alla porta, che incombe sulle loro vite e che dona un nuovo senso al presente.Come fa Diego, che irrompe nella vita di Manuel e Laura travestito da futuro: e chi meglio di lui lo può rappresentare? Ha abbandonato gli ideali e i legami della sua famiglia reazionaria per approdare a un pensiero liberal e di sinistra, ha abbandonato la maggioranza eterosessuale per entrare in una minoranza omosessuale, ha abbandonato un lavoro sicuro in un prestigioso studio legale per fare giornalismo su Internet, il simbolo della nuova economia, del nuovo modo di fare informazione, del nuovo potere.
 
Già, il romanzo è ambientato a cavallo tra il 1999 e il 2000, in piena bolla New Economy...
Sì, e inoltre proprio in quel periodo il Cile doveva eleggere il nuovo presidente, con la speranza di chiudere per sempre la parentesi della dittatura e dei suoi fantasmi. Vinse Lagos, con la sua prospettiva egalitaria, perse Lavin, col suo richiamo al passato di Pinochet. Ma dipende dai punti di vista: secondo alcuni Lavin avrebbe portato a un consolidamento del mercato nel senso più crudele del termine, secondo altri avrebbe reso il Cile moderno e vincente. Secondo alcuni Lagos avrebbe dato vita a uno Stato ingombrante e invadente, secondo altri portato giustizia sociale e servizi all'altezza di un Paese occidentale. Ansie eccessive, speranze eccessive. Così succede ai personaggi de La ragione deli amanti, così succede al mondo. All'arrivo del nuovo millennio alle paure irrazionali di fine del mondo o di millennium bug si univano i proclami trionfali su Internet, che sembrava la panacea per ogni male. Insomma, come avrete capito mi piacciono le contraddizioni che si impossessano degli esseri umani quando pensano al futuro. [foto daniel corvillon]
 
I libri di Pablo Simonetti

 

 

 
 
 
 
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