Intervista a Ronald H. Balson

Articolo di: 

Ronald H. Balson ha vissuto una vera favola americana o, per parafrasare una massima shakespeariana a lui cara, è stato capace di approfittare dell’alta marea. Nel 2013, dopo aver collezionato una serie di rifiuti da editori e agenti, pubblica da solo il suo primo romanzo e ne vende 100.000 copie, diventando un vero caso editoriale. Da quel momento in poi case editrici di tutto il mondo ‒ e il mondo del cinema ‒ si contendono i suoi libri. La penna di Ronald non si ferma più e al momento sta già scrivendo il suo quarto romanzo. Lo abbiamo incontrato in un elegante albergo milanese durante il tour di presentazioni del suo secondo libro pubblicato in Italia.




Cosa si può essere disposti a fare per amore e quanto è capace l’amore di renderci irrazionali fino quasi alla stupidità? Insomma, come fa Jack Sommers, il protagonista del tuo romanzo Ogni cosa è per te a non capire di essere finito in un intrigo di matrice terroristica?
La fuga di Jack e Alina verso l’America è sicuramente una reazione impulsiva, forse un po’ una sciocchezza che compiono per amore. Quanto al tentativo di Jack di salvare sua figlia, beh non è difficile credere che in realtà qualsiasi padre sarebbe disposto a fare una cosa del genere pur di togliere dai guai la propria figlia, anche se questo comporta essere coinvolto in attività pericolose, al limite tra il legale e l’illegale. Jack è una brava persona e soprattutto è una persona che crede negli altri, e dunque per lui è quasi impossibile credere che suo suocero possa essere coinvolto in una attività terroristica.

Parlando sempre di amore, è evidente che ce ne sono di tanti generi. Che tipo di amore muove il dottor al- Zahani, nei confronti della sua terra e delle sua causa?
Il suo è un amore sicuramente strano, contorto, un amore che nasce dalla rabbia, da motivazioni assolutamente estreme. Trovo molto difficile riuscire a definire il suo imperialismo controllante come forma di amore. Non mi azzarderei nemmeno a dire che le sue convinzioni terroristiche hanno a che fare con l’amore. In definitiva è una persona cattiva.

E invece che tipo d’amore lo lega a sua nipote? Forse un sentimento di possesso?
È un amore un po’ particolare. A volte sì, vediamo dei gesti di tenerezza. In realtà sono dettati dalla sua volontà di dare forma a questa bambina in modo che possa rispecchiare il suo senso di amore familiare, di amore per le tradizioni e la famiglia.

Nel romanzo hai raccontato il conflitto israelo- palestinese in maniera davvero efficace e lineare, cosa non affatto semplice. Senza chiederti ovviamente una analisi politica, tu hai detto che credi finirà presto perché, fai dire a un tuo personaggio,: “L’amore è più forte dell’odio”. Eppure sono decenni che dura e tanti tentativi di risoluzione hanno fatto forse peggio. Tu come pensi possa finire?
Purtroppo devo dire che è molto triste che questa conversazione stia avvenendo proprio in questi giorni, dopo il terribile attacco di Orlando. Sicuramente non vedo una risoluzione del conflitto israelo-palestinese a brevissimo. Anche se c’è da dire che il conflitto israelo-palestinese non ha assolutamente nulla a che fare, non è sinonimo di ISIS. Sono due cose diverse. Sebbene probabilmente in qualche modo il conflitto è alimentato dalle attività terroristiche. È difficile intravedere una risoluzione. È per questo motivo che nelle ultime pagine del libro dico che c’è speranza che questo avvenga ma probabilmente non durante questa generazione. Forse ci vorranno diverse generazioni a venire perchè si possa mettere da parte tutto questo bagaglio di sentimenti di odio.

Pensi che i due personaggi, l’avvocato Catherine e l’investigatore Liam, ai quali i tuoi lettori si sono affezionati, presenti anche in Volevo solo averti accanto, ci saranno anche nei tuoi prossimi romanzi?
Diciamo che le speranze degli appassionati dei miei libri saranno esaudite. Ho appena terminato di scrivere un libro che uscirà negli Stati Uniti a settembre il cui titolo è I gemelli di Caroline e che racconta la storia di una famiglia polacca durante la Seconda guerra mondiale. Ancora una volta Catherine e Liam sono al centro della storia e così i lettori potranno scoprire cosa ne sarà di loro.

Hai detto che per scrivere i tuoi romanzi fai delle ricerche lunghe e approfondite, e che vai anche nei posti dove intendi ambientarli. Sei stato quindi anche in Medio Oriente? Che aria hai respirato? C’è davvero tutto questo odio razziale? Che ricordi e impressioni ne conservi?
È vero, faccio sempre un lavoro di ricerca molto approfondito prima di scrivere un libro. La chiusura del primo libro ha richiesto, ad esempio, un periodo di ricerca di circa tre anni e mezzo. Ho cercato di studiare e approfondire i temi legati all’occupazione nazista in Polonia. Quando poi ho deciso di scrivere Ogni cosa è per te ho voluto andare a visitare tutti i luoghi che sarebbero rientrati nel libro. Sono andato anche a Hebron, in Cisgiordania, forse una delle città più pericolose al mondo. Una città divisa, in seguito a quello che è chiamato il Protocollo, il risultato di quella che è stata la Conferenza di Oslo. La città è divisa in due parti: H1, cioè Hebron 1 dove vivono 200.000 palestinesi, e H2, Hebron 2, dove vivono circa novanta famiglie ebree. Queste due comunità sono divise da una partizione davvero sottile, poco più di una siepe come potrebbe esserci in un qualsiasi giardino di casa. Le condizioni in cui vivono queste famiglie ebree sono davvero molto difficili. Io ho avuto la possibilità di incontrarmi e parlare con entrambi i leader delle due comunità. Ho trascorso con loro un po’ di tempo, ho potuto discutere con loro di quella che è la situazione in quei luoghi. È vero, ci sono stato abbastanza. Tra l’altro uno dei miei figli vive in Israele, quindi abbiamo avuto l’opportunità di visitare quei luoghi diverse volte.

C’è una bellissima citazione del Giulio Cesare di Shakespeare: “C’è una marea nelle faccende degli uomini che, presa quando è alta, porta alla fortuna; mancata, tutto il viaggio della vita viene confinato in secche e in sciagure”, che poi è una rielaborazione del famoso Carpe diem del poeta latino Orazio. Questa massima è importantissima per Jack e la sua sfortunata Alina. Tu ci credi? Lo metti pratica nella tua vita?
Credo sia una massima importante per tutti, non credi anche tu? Secondo me è importante poter e saper cogliere le opportunità quando ci si presentano davanti. Quando ho scritto il mio primo libro, Volevo solo averti accanto, ho fatto tantissima fatica, nessuno voleva pubblicarlo. Dopo un anno intero di rifiuti da parte di agenti letterari e editori avrei potuto facilmente rinunciarci, dire ok hanno ragione loro, in fin dei conti non sono poi uno scrittore così bravo. E invece non l‘ho fatto e ho deciso di auto pubblicarlo ed è stato un grandissimo successo che mi ha dato una grande opportunità di ricominciare, di avere una nuova vita e dare il via alla mia carriera di scrittore. Dunque “Cogli l’attimo” , oppure “Approfitta quando la marea è alta” è una massima importantissima per tutti.

È vero che, prima di pubblicare libri, per anni hai raccontato le tue storie ai tuoi figli? E che tipo di storie erano?
Come l’hai scoperta questa cosa? (ride, ndr) Assolutamente vero. Mia moglie d io abbiamo cresciuto otto bambini ed era bello la sera inventarci delle storie per loro. Si sedevano tutti intorno a me e raccontavo, e loro ascoltavano, storie che erano frutto della mia immaginazione. Erano storie di streghe e di maghi, storie di fantasia.

Forse è anche per questo che due dei tuoi figli sono diventati i lettori della prima stesura dei tuoi romanzi, e per questo li citi nei ringraziamenti finali?
Sì, uno dei miei figli è un editor, lavora per due giornali in Texas. L’altro mi ha aiutato tantissimo con il lavoro di auto pubblicazione del primo libro, lui è bravissimo e se la cava molto bene con le nuove tecnologie. Quindi mi ha aiutato a lanciare il libro online, libro che poi è diventato un grande successo. Insieme abbiamo fondato una piccola casa editrice e lui ne è a capo. E ancora oggi continua ad essere coinvolto nella lettura e nella pubblicazione dei miei libri.


TUTTI I LIBRI DI RONALD H. BALSON


 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER