Intervista a Tijana M. Djerković

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Tijana M. Djerković è una donna segnata dalla vita, ma proprio per questo sempre combattiva. Il suo incontro con il pubblico al Salone del Libro di Torino 2019 è una confessione commossa ed arrabbiata allo stesso tempo: le pesa l’etichetta di serba perché è carica di quei pregiudizi figli del conflitto nei Balcani iniziato quasi trent’anni fa. È una donna orgogliosa, è una donna schietta e senza peli sulla lingua. Riesco a scambiare una veloce chiacchierata mentre si avvia a firmare copie del suo ultimo libro: più che un’intervista, sono brevi aforismi che racchiudono la rabbia che ancora sente per come si sono svolti, ma soprattutto per come vengono ricordati oggi, gli ultimi giorni della Guerra dei Balcani.




Vivi in Italia dal 1987: che cosa ti ricordi della Jugoslavia e cosa ti ricordi della Serbia?
La Jugoslavia è il Paese in cui sono nata e dal quale sono partita. La Serbia è un pezzo del mio Paese e oggi è il mio Paese di origine. Ho mantenuto dei contatti, ma soprattutto ricordo che sono dovuta per forza ritornarci perché è il paese da dove provenivano i miei, dove ci sono le mie radici. Ricordo la schiena curva di mio padre quando l’ho salutato dopo uno dei miei viaggi nel 1999. Sono stata fortunata a non essere nel letto mentre fuori scoppiava l’inferno.

Il senso di appartenenza. Non ti piace il termine ex-Jugoslavia: perché?
Quando tu o altri parlate di ex-Jugoslavia c’è un concetto sottointeso che purtroppo è sbagliato, infatti dovrebbe significare che c'è ancora oggi una Jugoslavia, così come quando parliamo di un nostro ex fidanzato questo presuppone che ci sia un nuovo fidanzato. Oggi, grazie ai politici e al nuovo ordine mondiale non esiste più la Jugoslavia: esistono tanti Paesi che hanno condiviso una nazione.

La memoria. Quanto è importante nel raccontare quei fatti e quanto lo è nel raccontare la Storia in generale?
Oggi non c'è più memoria per volontà di alcuni che raccontano soltanto una parte dei fatti, quella che conviene raccontare. È molto pericoloso. Bisogna sempre ricordare che la storia può essere interpretata e addomesticata, per questo dobbiamo rimanere sempre vigili e sforzarci di raccontare ovunque quei fatti che vengono dimenticati dai più. Senza memoria non c’è futuro.

I LIBRI DI TIJANA M. DJERKOVIĆ



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