L’amore ai tempi di Batman

L’amore ai tempi di Batman

Walter Moschino, ex-baby star della sit-com Quella strana famiglia, ha ora venticinque anni ma è chiaramente rimasto ancorato a quell’età che non porta pena. Trascorre le sue giornate davanti alla Playstation, di tanto in tanto pensa ai suoi genitori scomparsi quando era ancora bambino, si confida col suo leale maggiordomo e ha tre-quattro amici ultranerd con i quali parla di serie tv e videogiochi. Ah sì, aveva anche una fidanzata ma era soltanto una stronza arrivista che è stato bene scaricare visto che non capiva un cazzo e per di più gli metteva anche le corna. Walter tutto sommato è ancora un attore ma non ha affatto voglia di recitare dato che è noioso, faticoso e non ha niente a che vedere con Quella strana famiglia, dove si limitava semplicemente ad interpretare se stesso, un bambino appassionato di scienza. Il suo cane, Stephen Hawking, è dotato di una particolare apparecchiatura in grado di ripetere le frasi del vero Stephen Hawking ma chiaramente nessuna delle persone che hanno rapporti con Walter apprezza questa splendida trovata. Tuttavia, nonostante il tedio e la solitudine, non si può certo dire che Moschino se la passi male. Ha un sacco di soldi, non deve fare un cazzo e il suo maggiordomo, l’infaticabile Ernesto, provvede a ogni necessità e adempimento burocratico e non. Solo due pensieri agitano il non più tanto piccolo Walter: l’irrimediabile caducità delle forme di vita e Sasha Grey, colei che sa di per certo essere l’amore della sua vita. Anche se lei (ancora) non lo sa…

Dopo Max Fontana, protagonista de Il più grande artista del mondo dopo Adolf Hitler, Massimiliano Parente elabora un altro suo probabile alter ego, Walter Moschino, ricco orfano che non può non richiamare alla memoria Bruce Wayne, il miliardario-filantropo che di notte indossa il costume di Batman per combattere contro criminali e delinquenti assortiti. Proprio come Wayne, Moschino troverà in un costume da Batman (anzi, per essere precisi nel costume da Batman per eccellenza, quello di Batman - Il ritorno di Tim Burton, rinvenuto inspiegabilmente presso gli studi di Cinecittà) la sua ragione di vita. Ci troviamo di fronte a un nuovo supereroe pronto a difendere i più deboli contro i soprusi dei malavitosi? Dobbiamo aspettarci una sorta di nuovo Jeeg Robot, eroe pop e romano, come nel recente film di Gabriele Mainetti? Niente di tutto ciò. L’obiettivo di Moschino-Batman è solamente far sì che Sasha Grey si accorga di lui, in modo tale da poterle rivelare tutto il suo amore puro, sincero e disinteressato. Ci troviamo allora di fronte a una storia d’amore in salsa pop? Sì e no, dato che con Massimiliano Parente è ben difficile parlare d’amore senza che vengano tirate in ballo leggi scientifiche che gettano sull’umano sentire l’ombra lunga della consapevolezza della propria caducità. In queste pagine si ride e si scherza, ci si compiace dell’infantilismo acuto con cui Moschino, emanazione del fanciullo di Blake ai tempi di Google Chrome, svela la realtà con innocente cinismo ma non si può non provare un brivido dal sapore beffardo nel leggere frasi che riducono i sentimenti a una serie di algoritmi o che gettano inappuntabile discredito sulla sopravvalutazione delle relazioni interpersonali. Malato di antropocentrismo, l’uomo perde cognizione del suo inarrestabile declino, della sua inevitabile inconsistenza rispetto alla grandezza dell’universo e delle sue leggi. E allora tanto vale erigere a baluardi di immortalità icone cinematografiche e miti dei fumetti, nascondendo dietro una maschera da pipistrello tutto ciò che non si ha la possibilità di contemplare e di confutare.

 

 

 

 
 
 
 

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