L’ultimo Dante e il cenacolo ravennate

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Nell’attesa che scocchi il rintocco dell’anniversario del VII centenario della morte di Dante Alighieri, la città di Ravenna gli dedica una mostra che è stata inaugurata sabato 8 settembre e che si chiuderà il prossimo 28 ottobre. L’esposizione è realizzata in collaborazione tra la Biblioteca Classense e la Società Dantesca Italiana, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, la curatela di due rinomati dantisti, Gabriella Albanese e Paolo Pòntari, professori di Filologia e Letteratura latina medievale e umanistica all’Università di Pisa.




Ravenna la solitaria. Città di meditazione e di poesia in cui il sommo poeta trova nell’ultimo periodo della sua vita l’accoglienza di Guido Novello da Polenta, raffinato cultore delle rime, nonché consanguineo di quella Francesca da Rimini cantata da Dante nella Divina Commedia. Grazie alla sua ospitalità, Dante può godere di una condizione esistenziale raccolta e indisturbata, ma anche di incarichi diplomatici e opportunità di insegnamento. Attorno a lui si ricompone anche la famiglia dispersa nel corso delle peregrinazioni d’esilio. Se non è provata la presenza della moglie, di certo i figli erano con lui, perseguitati dallo stesso odio e dalle stesse condanne, ma profondamente diversi, mediocri di ingegno come risulta dai loro scritti, aggrappati alla grandezza del padre con quel culto vano che è comune ai figli degli uomini illustri. Pietro ottiene a Ravenna dei benefici ecclesiastici ma si rende protagonista di fatti illeciti, e tenta senza grande successo di darsi al notariato. Jacopo rivela scadenti velleità letterarie, mentre a Beatrice non resta che monacarsi nel convento di Santa Maria dell’Uliva.

Tra i documenti più importanti presenti in mostra, sarà possibile, vedere infatti anche quello relativo alla sentenza di scomunica contro Pietro Alighieri (4 gennaio 1321), primogenito di Dante, accusato, assieme ad altri, di non aver mai pagato le decime per le chiese di Santa Maria in Zenzanigola e San Simone al Muro. All’ombra dello spirito malinconico e travagliato del Poeta si raccolgono amici e coetanei, costituendo un “cenacolo letterario” di gente di basso spesso culturale: élite devote, clan nobiliari decaduti, cortigiani parassiti e rimatori di scarsa pregnanza. Non certo poeti e letterati di lustro come Guido Cavalcanti e Brunetto Latini. Un sodalizio testimoniato in modo autobiografico nella sua ultima opera, quelle Egloghe in latino ritenute dagli studiosi come una sorta di testamento letterario ed esistenziale.

Il percorso espositivo, allestito nell’Aula Magna e nel Corridoio Grande della Biblioteca Classense si snoda tra preziose testimonianze archivistiche e iconografiche, spesso inedite o comunque poco note al grande pubblico, e guida i visitatori nella Ravenna del Trecento, alla scoperta dell’urbanistica del tempo e dei luoghi danteschi (come le abitazioni dei suoi amici, individuate grazie all’analisi puntuale dei documenti), offrendo molte prove del rapporto concreto tra il Poeta e la città. Una Ravenna in cui si respira l’atmosfera spenta di un ex Impero e la voce dell’Adriatico che giunge cupamente sommessa. E dove il sommo Poeta è venuto a cercare l’ultimo rifugio, “su la marina dove il Po discende – per aver pace co’ seguaci sui”. A questo ricco patrimonio documentario si aggiungono le testimonianze pittoriche e artistiche del periodo ravennate di Dante e della sua morte, rimaste marginali nella circolazione dell’iconografia dantesca. In originale o in riproduzione sono così visibili alcuni splendidi dipinti di Andrea Pierini, Giovanni Mochi, Eugenio Moretti Larese, William Bell Scott e Domenico Someda, di particolare tono espressivo tipico della pittura narrativa di stampo risorgimentale e patriottico e per la prima volta esposti a Ravenna. Nell’esemplare conservato in Classense, si potrà ammirare inoltre il celebre ritratto xilografico eseguito da Adolfo De Carolis nel 1920, intitolato da Gabriele D’Annunzio Dantes Adriacus e da lui stesso autografato e dedicato alla città di Ravenna.

Seguiranno molti altri eventi. Ma intanto questo intanto vi consigliamo di non perdervelo.



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