1791 – Mozart e il violino di Lucifero

1791 – Mozart e il violino di Lucifero

Trude è nata in una famiglia troppo povera per mantenere dei figli e così il suo dono di predire eventi (tra sesso di nascituri e morti che si verificavano nel suo territorio) rappresenta per lei più che altro una condanna. Infatti i genitori l’avrebbero preferita morta, piuttosto che doverla considerare una bocca in più da sfamare. Quando la ragazzina ha appena dieci anni, il suo essere magra e piuttosto bella attira l’attenzione di un ricco barone di passaggio, von Tintenfisch, che la compra dal padre per pochi soldi. Più che le risapute doti divinatorie, l’uomo è colpito dalla sua bellezza (dopo che l’ha vista farsi il bagno al fiume), una visione estatica, un corpo che intende piegare al suo profondo appetito sessuale. E poi il dono di preveggenza di cui la fanciulla è dotata può di certo tornargli utile in vari modi nel mondo che frequenta. L’ha comprata a suo padre nella misera cucina della sua casa. Tutto succede senza pudore, davanti a lei che piange silenziosamente perché ha già capito tutto, o forse prevede già il suo destino. Il nobile la conduce, dopo averla fatta controllare per intero da una serva affinché non ci siano zecche o pidocchi, in un monastero. Il viaggio si compie su un carro che lentamente percorre una strada stretta tra alti girasoli aperti. Sarà affidata a madre Inge nell’istituto di suore nei pressi di Dresda. Forse nemmeno una scelta casuale, visto che la reverenda madre smania per il barone, l’unico uomo capace di farla sentire viva...

Nell’intreccio di storie parallele ma che si svolgono in epoche diverse, di sicuro c’è chi sa fare di meglio, ma pur nell’oscurità di alcuni tratti, tutto sembra intriso di musica, una musica speciale, celestiale, come quella che d’altronde Mozart ha saputo fare, probabilmente casualmente o forse conoscendo alcune modalità particolari di grande aiuto per il nostro cervello (l’effetto Mozart non lo scopriamo di certo noi!). In questo intreccio di note, violini, personaggi veri o inventati, trovano posto, oltre a Wolfgang Amadeus Mozart, Raimondo di Sangro, principe di San Severo, il conte di Saint-Germain, il ballerino e violinista del Settecento Jean-Marie Leclair, l’unica voce amata da Mozart, ovvero il castrato Venanzio Rauzzini e anche il famoso Farinelli, Jeanne Antoinette Poisson, meglio conosciuta come Madame de Pompadour e perfino il re suo amante Luigi XV! Tutti personaggi incredibili che hanno tracciato e lasciato una loro storia e che nello specifico del thriller si fonde con il lascito degli altri. Diciamoci la verità: il titolo, poi, intriga moltissimo e così pure questa musica trasversale nei secoli che spinge a commettere di tutto pur di arrivare a diffonderla! E vogliamo parlare della profezia e di una serie di violini che contengono un segreto... E di intrigante c’è anche una “trovata” tecnologica di alcuni hacker che sotto certi aspetti è estremamente affascinante, anche se può spaventare l’idea perché in fondo può anche succedere di ritrovarsi tutti, ma in tutto il mondo, con i telefoni “obbligati” a ricevere lo stesso identico messaggio.



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