1979

1979
Una scritta in vernice rossa su un muro: 1979. Virginie Lenoir, da quando stamattina l'ha vista di fronte casa sua, è lì che ci pensa. 1979. Cosa potrà voler significare? Suo marito Antoine come ogni mattina è andato presto al lavoro e lei è rimasta con il figlioletto Matteo a pensare con inquietudine a quel graffito gigante apparso per mano di chissà chi, proprio a due passi dalla sua finestra. Un avvertimento? Magari un oscuro delitto compiuto nel '79 in quella casa che ora qualcuno vuole ricordare all'assassino? Chissà perché quella data le fa venire in mente che nonostante un marito e un figlio, della sua vita non sa ancora cosa volerne fare... Arnaud Bécarre è in macchina nel parcheggio del supermercato. Doveva andare al ristorante per sistemare i particolari della successione Lambert, quando la signora Annie Lambert l'ha chiamato fuori di sé, dicendogli che l'immobile era stato imbrattato con una scritta in rosso. Arnaud pensa subito che la manutenzione dello stabile è affare dell'assicurazione, non certo suo. Poi passa in rue Brossolette per dare un occhiata. La scritta 1979 in effetti è lì, un graffito rosso fuoco su un muro grigiastro. Forse qualcuno che ha sofferto in quell'anno. Un amore finito, oppure un lutto. E lui in quell'anno cosa faceva?... Roger Véricourt ha quasi settant'anni e una vita di sindacato e lavoro duro alle spalle. Guarda la scritta improvvisamente apparsa sul muro, nel suo storico quartiere e pensa che 1979 come graffito non vuole dire proprio niente. Anche lui scriveva sui muri, certo, ma di sicuro non quelle baggianate senza senso. Lui scriveva roba tosta tipo “morte ai borghesi” o “abolire l'eredità”. Quelli si erano anni d'oro, con la polizia fascista e tutto il resto. Ora con un figlio di destra con il quale non parla neanche più e la vita che gli sfugge dalle mani...
Sono solo tre degli otto 'scorci' umani che Jean-Philippe Blondel – giovane autore francese – dirige magistralmente nel suo romanzo, facendoli affollare davanti a un muro anonimo di periferia, per contemplare l'improvvisa apparizione di una scritta con vernice rossa raffigurante l'anno 1979. Un semplice graffito, quattro semplicissimi numeri, che divengono però l'occasione per otto degli abitanti  del quartiere di fare i conti con loro stessi, di interrogarsi sul proprio passato - con tutto ciò che è stato o con quello che non potrà mai più essere - sulle proprie frustrazioni, desideri, speranze disattese o deluse. Quattro numeri che nascondono una straordinaria forza evocativa capace di spingere i protagonisti a interrogarsi, a confessarsi, a condannarsi o ad assolversi. Un romanzo che ricorda per struttura corale narrata in sequenza “Magnolia”, il film di Paul Thomas Anderson, dove la telecamera ispeziona e indaga, velocissima e senza pietà, le vite dolorosamente normali dei vari protagonisti, fino alla liberatoria catarsi finale.

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