3 giugno 1981 - Il giorno dopo

3 giugno 1981 - Il giorno dopo

2 giugno 1981, Roma. Il giorno è appena cominciato. Rino è un giovane cantautore trentenne a bordo della sua Volvo 343, in via Nomentana Nuova. Il suo unico desiderio, in questo preciso momento, è quello di tornare a casa dopo una nottata spensierata passata con i suoi amici a cantare, strimpellare con la chitarra, bere birra e chiacchierare. Roma è silenziosa e senza traffico, c’è pace. Non così nell’animo di Rino, leggermente contrito per l’andamento delle vendite del suo ultimo album, E io ci sto. Titolo che ritiene opportuno, giusto, per il momento che sta vivendo: non è più un ragazzino, ha preso consapevolezza di molti aspetti della società che non vanno e che vorrebbe cambiare, prova un consolidato sentimento di amore per la sua ragazza che sposerà a breve, ha curiosità ed interesse per il mondo: insomma, è lucido e centrato. E, allora, in fondo, è ingiusto lamentarsi, va bene così, e anche se le vendite non raggiungono le aspettative, e se non tutti comprendono la sua arte poco importa. C’è la vita e la passione in quello che fa, soprattutto quando si sente libero da impegni contrattuali, quando canta senza dover per forza seguire una scaletta, ma improvvisando e lasciandosi guidare dalla creatività. Rino pensa a tutto questo, nel giorno appena cominciato di inizio giugno. E non si accorge che, in un attimo, è nella corsia opposta, da dove proviene un camion diretto ai mercati generali. La vettura di Rino è scaraventata lontano, ed il giovane cantautore dai ricci capelli neri perde conoscenza...

Romanzo d’esordio per il giovane autore salentino Davide Carrozza, che sceglie come protagonista della sua opera Salvatore Antonio Gaetano, da tutti conosciuto con il nome di Rino, nato a Crotone nel 1950 e deceduto a Roma proprio il 2 giugno 1981 a seguito di un tragico incidente stradale, mentre stava rientrando a casa a bordo della sua Volvo grigio metallizzata. Non si tratta, tuttavia, di una biografia del cantautore ‒ osannato, censurato, banalizzato, amato ed odiato, controverso allora come oggi. L’autore, infatti, facendo tesoro della sua passione per la filosofia che dichiara apertamente nelle Note a termine del libro, esalta l’aspetto più recondito, essenziale, dei testi delle canzoni, cercando di creare una sorta di manifesto del pensiero di Rino Gaetano, trovando analogie di vissuto e ponti emotivi tra lo stesso e Schopenhauer. E sempre partendo dai testi e dalle dichiarazioni dell’artista, Carrozza ne esalta la ricerca di una semplicità e di una dimensione più umana nei modi e nel quotidiano, fatto di chiacchiere al bar e tempo per riflettere, che sceglie di regalare a Rino in questa storia di una vita non vissuta. Ci invita a prendere consapevolezza, fin da subito, da ora, di quella che è la nostra natura, invitandoci a seguirla, senza badare troppo alle imposizioni esterne e ai doveri sociali. Qualche piccolo refuso non rallenta una lettura piacevole. Riuscito il finale.



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