33 attimi di felicità

33 attimi di felicità
L’incontro con Marija, bellissima e fragile donna dagli occhi scuri, è di quelli che si possono solo sognare. Nel foyer dell’albergo Sankt-Peterburg, lui le rivolge la parola mentre si dirige al bar, ed entrano insieme come fossero una coppia. Chissà chi era mio padre, dice lei, forse un italiano. L’autore le avrebbe offerto una casa, e comprato una macchina; avrebbero viaggiato per tutta l’Europa, fino ad arrivare in Italia. Eccolo il momento di felicità che prende forma! Ma Marija altro non è che una prostituta che vive alle soglie dell’indigenza. Deve stare attenta tanto alla polizia quanto al proprio sostentamento… Ma chi gliel’ha fatto fare di andare proprio in Russia! Gente che sputa, grida, ti spintona e neanche ti chiede scusa! Sempre scontrosi, irritati, sgarbati. E questa puzza permanente. Ma verrà dall’ambiente o la producono i russi? Per non parlare del cibo: esclusi pane e tè, niente ha un buon sapore. E poi un bel giorno, il narratore fa pace con il popolo tanto deprecato. Al mercato fa una generosa offerta a una mendicante e riceve ringraziamenti di ogni specie: benedizioni, baci, offerte in natura, inviti alla dacia, fino a venir steso a pancia in giù su un banco dove sul suo corpo tutti scrivono numeri di telefono e indirizzi. E merci di ogni tipo, tanto che per portarle via e non offendere nessuno, si deve chiamare un secondo taxi… Un cameriere ha il coraggio di dire ai clienti del ristorante che il piatto che hanno ordinato non è buono. I clienti lo vogliono lo stesso, e il piatto lo porta una cameriera giacché il nostro ha perso il posto. Ma quando i clienti ammettono che quel piatto è davvero cattivo, il direttore è costretto a riassumere il candido cameriere. Il momento di felicità è ritrovare il coraggio solo ripensando a questa storia… Antonina Antonovna è rimasta sola con le sue tre figlie. Il marito gliel’hanno accoltellato nell’oleodotto in cui lavorava, il figlio maggiore dopo il funerale del padre se ne va per sempre. Più volte ha pensato al “terribile proposito”, Antonina, e quando le figlie si uniscono al pianto della madre sanno che piange soprattutto per loro. Un giorno (di felicità), mentre i suoi colleghi protestano per un aumento di salario troppo magro, loro, che devono badare solo a se stessi, Antonina ha un mancamento. Per fortuna il nuovo direttore di fabbrica, l’americano che tutti chiamano Nico, si prende cura di lei e delle figlie e le fa vivere nel benessere… Su un piano più sensuale, un attimo di felicità lo si può anche avvertire nella coscienza di aver comprato dei bei capi in diversi negozi, aver mangiato abbondantemente in più di un ristorante della Prospettiva Nevskij e nel sapere di avere ancora la maggior parte della giornata davanti… Arriva la primavera nella fredda San Pietroburgo: non ci si ricordava più del sole, ormai, e il fiume riprende a muoversi, e anche i pescatori non si insultano più. Non servono più i cappotti. E anche la notte è stata cancellata, il sole si trasfigura in una luce bianca che fa perdere il sonno: è la tipica notte bianca…  
Esordio di un giovane Ingo Schulze, questi 33 attimi di felicità sono il frutto della lunga permanenza dell’autore a San Pietroburgo. Nella prefazione ai racconti, Schulze sostiene di aver ricevuto il manoscritto da un anonimo che gliel’affida e che “il valore degli appunti qui raccolti va al di là del puro intrattenimento […] vi è in essi quanto occorre per dare nuovo impulso all’incessante dibattito sull’importanza della felicità”. E in effetti il dibattito che possono generare questi racconti è molto ricco. Premesse ostili, o piatte, o tristi subiscono una svolta epifanica che produce un rovesciamento della prospettiva: non tutto è perduto, e accorgersi della felicità nel momento stesso in cui la si vive è una grossa conquista. Talvolta i racconti si spingono fino al  grottesco, come nella migliore tradizione russa (su tutti Gogol’ e Dostoevskij) rappresentata nella città di Pietro; talaltra descrivono una realtà fatta di degrado e miseria, riconoscibile nelle pagine dei nuovi scrittori (Sorokin, Prilepin). Possiamo prendere fiato però grazie alle storie in cui i protagonisti sono i paesaggi e i meravigliosi spettacoli che la natura può offrire a quelle latitudini. 

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