ABC

ABC

Autunno 1995. È quasi l’alba in un’anonima cittadina statunitense. Andrew B. Crook si ritrova in un vicolo. È seduto su un marciapiede ed è ridotto piuttosto male. Sangue ovunque, naso ridotto a un ammasso di carne e un lancinante rimbombo nel cranio che gli fa desiderare semplicemente di morire seduta stante. Tutto questo subito dopo avere compiuto una strage in un piccolo magazzino industriale che si trova proprio alle sue spalle. Improvvisamente l’uomo sente due voci provenire dal fondo del vicolo e, contemporaneamente, una forte zaffata di alcool. Due barboni, Zack e Harry. I due non sanno neppure che rischio stanno correndo avvicinandosi ad Andrew. Chiedono se va tutto bene e nel frattempo scorgono che cosa è successo nel magazzino. Un vero e proprio massacro. A questo punto la paura è tanta ma la curiosità ancora di più. Si offrono, quindi, di aiutare l’uomo e accompagnarlo in una vicina bettola per camionisti per darsi una sistemata, ignorando di poter essere eliminati da un momento all’altro. Davanti a una birra gelata, Andrew chiede ai due senzatetto se sappiano chi sia il terribile ABC, il pazzo, il demonio, il ricercato. Allo sgomento dei due, Crook risponde, dopo una sorsata ghiacciata, che lui è molto peggio di come i media lo descrivono e inizia così a raccontare come abbia avuto inizio la leggenda di ABC, a partire dal marzo del 1980, quando aveva solo quattordici anni…

Ottimo esordio per Rino Tagliaferri con un romanzo noir dalle forti tinte action e dal protagonista molto carismatico, forse leggermente stereotipato, tipico esempio di eroe negativo che sa conquistare il lettore. Uno spietato criminale che racconta la sua vita in prima persona, dagli esordi delle prime rapine e dei piccoli ricatti fino al diventare il pericolo pubblico statunitense numero uno. Nel mezzo, una carriera criminale di tutto rispetto, sotto il comando del famigerato boss Vincent Pearl, che culmina nel peggiore dei modi, quando viene coinvolta la figlia del capo. Tagliaferri tratteggia molto bene l’abisso presente nell’anima di ABC, la sua totale assenza di empatia generata da tutto il male che ha visto e vissuto nel corso della sua vita, dalle botte ricevute dal patrigno fino ai vari tradimenti a cui ha assistito da parte della cognata nei confronti del fratello. Una figura con echi di somiglianza con il serial killer Richard Kuklinski. Il linguaggio utilizzato è sempre molto crudo e le scene al limite del pulp. Il protagonista rappresenta uno specchio in cui vedere riflessi i propri lati oscuri, odiandoli ma anche cercando di comprenderli, il tutto in un climax di azione che colpisce come uno schiaffo in pieno volto.



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