Abisso

Abisso
Peter Crane, medico specializzato in patologie sottomarine molto noto nel suo ambiente dopo aver salvato l'equipaggio di un sottomarino nucleare da una spaventosa epidemia, viene inviato nell'Atlantico del nord, al largo delle coste della Groenlandia. Qui 20 mesi prima la piattaforma petrolifera Storm King trivellando il fondo dell'oceano ha trovato qualcosa di incredibile, forse la più grande scoperta di tutti i tempi. Il segreto militare copre l'intera operazione, ma Crane scopre che sul fondo è stata costruita a tempo di record una base avveniristica - la Deep Storm - nella quale lavorano in condizioni estreme decine e decine di scienziati e militari. Ma da qualche tempo un numero crescente di loro manifesta strani sintomi neurologici che ricordano le patologie tipiche di chi lavora a grandi profondità, eppure non somigliano a niente mai diagnosticato finora. La strana malattia ha qualcosa a che fare col mistero celato sotto il fondo dell'oceano? Crane dovrà scoprirlo, lottando con la diffidenza dei colleghi e l'ottusità dei militari. E inoltre dovrà capire se sotto alla Deep Storm riposano le vestigia di una civiltà antichissima (Atlantide, forse?) oppure un incubo tecnologico alieno che potrebbe minacciare la vita stessa sul nostro pianeta...
La science-fiction sottomarina ha un fascino innegabile e una solida tradizione. E se il primo fattore gioca a favore del libro di Lincoln Child - qui orfano del suo solito coautore Douglas Preston, con il quale sforna più o meno ogni anno un capitolo della ottima saga dell'agente dell'FBI Aloysius Pendergast - il secondo invece rappresenta un handicap notevole. Perché? Perché se la buonanima di Michael Crichton non avesse mai scritto Sfera, Abisso sarebbe un ottimo romanzo di genere - con punte di eccellenza. Purtroppo per lui però (e meno male per noi) Sfera è il classico che sappiamo, e Abisso ne rimarrà sempre una brutta copia. Magari divertente, magari ben scritta, ma una brutta copia. Le prime pagine con il reclutamento del protagonista sono simili a quelle di Crichton in modo imbarazzante, e quando molti capitoli dopo Crane si trova di fronte una gigantesca Biglia (!!!) traslucida verrebbe voglia di chiuderla lì. Sarebbe un peccato però, perché gli spunti più frizzanti sono nel finale (la questione discarica-armeria, per non rivelare troppo) e questo ci fa perlomeno sperare in un sequel più originale.

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