Absence ‒ Il gioco dei quattro

Absence ‒ Il gioco dei quattro

Londra. Faith ha sedici anni e davanti a sé la nascita di una sorella e l’ennesimo trasloco. Al seguito di sua madre, in seguito alle numerose separazioni e re-unioni dei suoi genitori. Dettagli e ricordi sono fissati labilmente nella memoria, destinati a essere cancellati. Fugaci come un click pronunciato a voce, mentre le mani mimano lo scatto di un’istantanea. Un gesto consueto per Faith, un rituale per custodire nel tempo i particolari necessari a non perdersi. È sera e Faith e sua madre sono in attesa del camion dei traslochi. Suonano alla porta, Faith si affretta a chiamare la madre, ma è come se dalla sua bocca non venisse emesso alcun suono. Sua madre non la sente, né la vede… Jared ha appena dovuto mandar giù un’indigesta dose di botte per difendere il fratello Tommy, alle prese con una problematica adolescenza. Una birra è quel che ci vuole per combattere i postumi della scazzottata. Tommy è rintanato nella sua camera, Jared lo chiama, ma la sua voce sembra provenire dall’oltretomba. Jared urla. Niente da fare. Nessuno lo vede né lo sente più. Christabel è in piscina, nel suo ambiente naturale, dove le voci sono ovattate e lontane. Deve battere un dannato record, ma come sempre, sente che la iella la perseguita. La coach prova a scuoterla dal suo nido di pessimismo cosmico, aziona il cronometro e la ragazza schizza in velocità. Quando riaffiora dall’acqua, tutti si comportano come se lei non ci fosse, come se non esistesse… stessa sorte attende anche Scott. Si trova in un bar, circondato da una folla chiassosa, ma d’improvviso è rapito nel mondo dell’invisibilità. Un uomo vestito di nero, guanti di pelle e coppola in testa, osserva Faith. Quell’uomo è l’unico in grado di vederla ed è lui a fornirle un biglietto con su scritte delle coordinate geografiche. Le indicazioni porteranno Faith, Jared, Christabel e Scott all’altro capo del pianeta, alla ricerca di una soluzione all’enigma che ha cancellato la loro identità visibile e l’intera esistenza, della quale non resta più neanche il ricordo. E mentre la matassa si dipana, il mistero somiglia sempre più a un macabro gioco…

Con Il gioco dei quattro, Fazi dà alle stampe il primo volume dell’annunciata trilogia di Absence di Chiara Panzuti. Con una scrittura essenziale, curata e suggestiva, la storia scorre come un corso d’acqua limpida, mentre coinvolge e pungola continuamente il lettore ad interrogarsi sul tema centrale del romanzo. I quattro ragazzi condividono una storia familiare di distacchi e abbandoni, di cancellazione dai ricordi delle persone che hanno incontrato. Faith e Scott si sono rassegnati a vivere in modo precario oggi qui, domani là. Jared e Christabel si portano dietro le stimmate della perdita della certezza affettiva garantita da un padre, una madre. Tutti e quattro si ritrovano a condividere un perenne presente di assenza da e per il mondo, che ha il potere di annullare il passato e di sopprimere il futuro. L’invisibilità è metafora di una condizione non infrequente nell’adolescenza, l’epoca della strutturazione della propria identità. Ma non solo. Quante volte siamo invisibili in un mondo di “non-visti”, animati dalla fretta e dalle necessità, disinteressati al mondo là fuori. Ma l’invisibilità immaginata dall’autrice sembra riferirsi anche alle nuove modalità relazionali, mediate da uno schermo e una tastiera, che celano l’identità reale degli individui che interagiscono grazie ai social. “Esistiamo comunque, anche se nessuno ci vede? E in che modo, con quanta intensità?”. L’invisibilità, infine, è il punto di partenza per tornare a vedere se stessi e gli altri, perché il non essere visti, ci regala l’occasione per liberarci dalla “dipendenza da distrazione”.



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