Absolution gap

Absolution gap

Una giovane donna sola su un vecchio pontile di legno. Intorno a lei solo un cielo buio e un mare nero inchiostro, una misteriosa luce verdastra che riverbera dal fondo e un latente senso di inquietudine che trapela da ogni cosa, da ogni sensazione. L’umanità è in fuga e si appresta a evacuare anche l’ultimo avamposto prima dell’arrivo degli Inibitori, le spietate entità aliene hanno una sola e unica missione: cancellare e distruggere ogni forma di civiltà capace di viaggiare fra le stelle e colonizzare altri sistemi solari. Già scarseggiano le astronavi destinate alla fuga, ovunque si respira la paura di rimanere indietro, di non trovare più alcun mezzo per scappare. Eppure la giovane donna ancora indugia, non vuol raggiungere l’astronave, non teme di perdere l’ultima preziosa speranza di futuro. Nonostante il suo protettore la incalzi, a dispetto degli avvertimenti e di quanto succede in città, lei ancora non vuole andarsene. Non vuole rinunciare al suo scopo, se ne andrà solo dopo aver visto ciò che sta aspettando. Tutto il resto, le code interminabili di sfollati che riempiono le astronavi, la colonia ormai spopolata e semi-deserta, il pericolo di perdere la sua astronave, tutto questo può attendere...

Il romanzo, pubblicato in Gran Bretagna nel 2003 e tradotto in Italia solo nel 2015, chiude una delle più interessanti saghe “spaziali” della Fantascienza attuale. Iniziata proprio nell’anno 2000 con il romanzo Revelation Space (Rivelazione, Mondadori, 2009) e proseguita poi con Redemption Ark nel 2002 (Redemption Ark, Mondadori, 2014), la saga si compone anche di romanzi e racconti non collegati al filone principale della trama: la guerra millenaria fra esseri umani e Inibitori. L’opera di Reynolds è senza dubbio influenzata da due elementi fondamentali: la sua personale esperienza di astrofisico ricercatore presso l’Agenzia Spaziale Europea e la notevole tradizione letteraria britannica nel campo della Fantascienza. Secondo lo stesso autore, la scintilla che lo ha spinto a scrivere deriva da un piccolo mistero dell’universo: il famigerato “paradosso di Fermi”. Ovvero, se la probabilità che esistano migliaia di pianeti uguali alla Terra nella galassia è altissima, perché in tanti secoli non abbiamo mai incontrato (o trovato traccia) di altre civiltà? La risposta immaginata da Reynolds ha dato origine ad almeno cinque romanzi e molti racconti. Un universo in cui gli esseri umani si sono dovuti adattare a una galassia povera di risorse, un habitat assolutamente inospitale e poco adatto alla diffusione del genere umano. L’umanità è tratteggiata nel suo sforzo massimo di sopravvivenza, la posta in gioco non è la semplice sconfitta ma l’estinzione totale dell’intero genere. Forse per questo i personaggi di Reynolds vivono costantemente al di sopra delle righe, le passioni, i sentimenti espressi, sono a tinte forti. Il romanzo richiede pazienza e attenzione al lettore, chiamato a seguire e riannodare i fili di molteplici personaggi e sottotrame. Ma, quando il cerchio inizia a stringersi, il libro afferra alla gola e non ti molla più.



0
 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER