Acido solforico

Acido solforico
"Venne il momento in cui la sofferenza altrui non li sfamò più: ne pretesero lo spettacolo". Concentramento è un reality show. Le regole sono quelle che vigevano nei campi nazisti: gli autori dello show hanno trovato il format già confezionato. Come ogni produzione di reality, anche questa tiene il progetto segreto per far in modo che i partecipanti agiscano nel modo più realistico possibile. Una troupe televisiva comincia a 'reclutare' chiunque appartenga al genere umano, non si chiede più il consenso a nessuno e tutti vanno bene. I concorrenti/deportati vengono stipati in un camion dove ci sono persone che si disperano e telecamere pronte a catturare ogni singola immagine. Ad attenderli nei campi, altri concorrenti con il ruolo di kapò e ancora telecamere. Una volta internati perdono i loro nomi, la loro libertà e le loro vite, tutto sotto l'occhio vigile delle telecamere. Al pari di ogni reality show anche Concentramento ha le sue eliminazioni/esecuzioni decise dal pubblico con il televoto...
Non racconto oltre perché forse è proprio a questo punto che il libro di Amélie Nothomb inizia, è da qui che la storia cambia. Acido Solforico è probabilmente il libro più estremo della Nothomb. Genialmente concepito in quanto a forza, impatto, capacità di lettura per quella che è la mente umana e le aberrazioni che essa può concepire. La scrittrice ha sempre usato l'assurdo, il paradosso come chiavi di volta, le più dirette perché spiazzano, ridicolizzano, ti fanno perdere l'appiglio e per questo ti costringono a vedere ciò che fino a quel momento era fuori dal tuo campo visivo come uno schiaffo che ti costringe a girare la testa e a volgere lo sguardo. Questa volta la Nothomb usa uno dei momenti più orribili della storia dell'umanità. L'assurdo in questo caso evidentemente non è nell'impossibilità dei fatti, ma nel poter ipotizzare che questa eventualità si possa ripetere ancora una volta sotto gli occhi di tutti e senza che nessuno batta ciglio. Amélie Nothomb punta la sua penna contro una società vuota che trasforma la peggiore delle sofferenze in spettacolo, senza porsi alcuno scrupolo di sorta. Ma questo non deve far pensare ad un libro senza speranze, in Acido Solforico c'è poesia. Spiazza, indigna, ti sconvolge, ti cattura e ti rende la fiducia. I personaggi sono nomi e numeri. Come ti comporti quando hai un nome e come ti comporti quando sei un numero. Con Acido Solforico si riscopre l'importanza di chiamarsi, di avere un nome. Esistere in un tempo, occupare uno spazio è un libro che grazie alle sue coordinate spazio-temporali ha un senso, una sua identità, è un libro con un nome/titolo: Acido Solforico.

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