Adesso

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Lidia conduce un programma tv di successo: per 7 giorni ospite di una “famiglia felice” la studia, la osserva, intervista mariti mogli genitori figli. Proprio lei, che esce da un matrimonio da cui non riesce a uscire e frequenta una compagnia di sentimentali sciroccati. Pietro, protagonista di una puntata, sembra il suo perfetto complemento: over 40, distinto preside, linguaggio forbito. Sentimentalmente? Separato: la moglie ha abbracciato la via della fede, la figlia è la luce dei suoi occhi. Che possa scattare la passione, tra due adulti soli e con una forte inclinazione verso la seduzione e il sesso, ci sta. Però poi che succede? Quando il desiderio resiste e si sente quella pallina che si muove sotto le costole? Troppo adulti per innamorarsi? Troppo soli per essere sinceri? Troppo insicuri, immaturi, irrisolti? Lei, incline a un’impietosa analisi di sé, decide di provarci: se la pallina si muove, se se se, allora è il caso di trasferirsi a Milano, dove abita lui. Ma senza dirgli che lo fa per lui, magari si spaventa. Lui, però, non si spaventa. Il tempo passa e la pallina non si ferma, il desiderio non sfuma, la voglia non si appanna. Fino al viaggio a Favignana, la resa dei conti: perché la complessità è una ricchezza ma bisogna saperla affrontare con coraggio...

L’amore, che casino. Eccola una coppia di oggi, lui separato, lei separata, uno con prole l’altra no. Non è la separazione, in effetti, il maggiore elemento di contemporaneità, piuttosto la mancanza di certezza da un lato e la perenne ricerca di certezza dall’altro. Quel tentennamento che fa invidiare le coppie che stanno insieme una vita e quell’ingenuità che fa pensare che siano fortunate. Che la famiglia, il matrimonio siano in crisi, lo dicono le statistiche dei tribunali. Cos’è che non funziona più, oggi? Che ci fa lasciare più di ieri? Non sappiamo apprezzare e gestire la complessità che ogni vita si porta appresso. E qui vince lui. Ma abbiamo perso la lucidità per capire noi stessi e il coraggio per cambiarci. E qui vince lei. Complementari a letto, complementari fuori dal letto. Il linguaggio esplora questi intrecci sentimental-razionali in maniera ironica e fulminea. Tocca anche temi antipatici, la paura di ammettere i propri sbagli, la paura di compierne altri, la paura di soffrire. È vero, bisogna avere la fortuna di incontrare una Lidia, che piglia e parte: un po’ sognatori bisogna rimanere. Ma coi piedi saldi a terra, come Pietro, che ci lascia, in una frase, una commovente riflessione sull’essere padre. In due, si può.



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