After ‒ Un cuore in mille pezzi

After ‒ Un cuore in mille pezzi
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Dopo la terribile rivelazione di Hardin, ritroviamo la povera Tessa impegnata a spalarsi dalla faccia chili di mascara, che con le lacrime si è trasformato in malta fine. Eh sì, perché il ragazzo, in verità, l’ha combinata proprio grossa. E dire che le aveva tentate tutte pur di insabbiare il segreto, cercando di comprare il silenzio degli amici con laute somme o picchiandoli a sangue pur di convincerli a non parlare. Ma, se in amore non gliene va dritta una, bisogna ammettere che il lavoro di Tessa va a gonfie vele. Non si capisce bene perché, ma l’editore stravede per lei e la invita a Seattle per un convegno. E così, la giovane e bella stagista se ne va in città. Albergo di lusso, cene eleganti, editori importanti, party in discoteca. Cosa chiedere di più? Ma si sa che l’alcol fa brutti scherzi e Tessa, dopo l’ennesimo drink, oppressa dalla nostalgia, prima bacia uno sconosciuto e poi che fa? Telefona a Hardin. Nemmeno il tempo di riattaccare e lui è già lì, anche se nel frattempo nella stanza di Tessa è comparso un collega. Dunque, una veloce rissa per scaldarsi i muscoli e poi giù col sesso pesante. Ma è solo un fuoco di paglia e la mattina dopo, lei, di nuovo lo rifiuta. Il Natale è alle porte e se da un lato la famiglia sgangherata di Hardin sembra ricomporsi (ricompare anche la madre in visita dall’Inghilterra), dall’altro è Tessa a rifiutare qualsiasi contatto con la sua: una madre oppressiva, il padre assente e alcolizzato che le ha abbandonate da molti anni, un ex fidanzato ormai rassegnato. L’anno volge al termine tra riconciliazioni e tradimenti reciproci, tra sbronze, liti e amplessi sempre più focosi...

Svelata la terribile colpa, ora l’autrice è libera di esprimere anche il turpe pensiero del ragazzo, il cui carattere rude è stato letteralmente sconvolto dalle gentili maniere di lei. La storia in questo secondo capitolo di After prosegue quindi con i racconti alternati dei due giovani che, in verità, si somigliano parecchio. Hardin è sempre più buono, e sempre più antipatico, e per amore si toglierà tutti piercing, Tessa parteciperà alla sua prima rissa; lui si farà tatuare sulla schiena una frase del tipo “non ti lascerò mai”, lei giocherà a una cosa chiamata Beer pong. Grande assente il povero Noah, a cui francamente è andata meglio così. In questo secondo capitolo della saga si introduce il tema della famiglia. La voglia di Tessa di averne una e il rifiuto, palesemente posticcio, di Hardin di sposarsi e procreare. Complici, due famiglie complicate. Nel mezzo ritroviamo i soliti amplessi, che ormai si somigliano tutti, le solite liti e accuse che curiosamente usano sempre la frase “a mia discolpa devo dire che lui (o lei) però..” e così via. Certo, la ragazza ha cambiato atteggiamento e, tutto sommato, sua madre non aveva tutti i torti a non fidarsi di un tipo come Hardin che, sbattendole la porta in faccia, le dice “me lo ricorderò quando affonderò in sua figlia”. Affonderò?? Quale genitore non rabbrividirebbe? In ogni caso, la noia la fa da padrone come nel primo capitolo e non c’è verso di migliorare. Ma, da bravi Afternators (così ci chiamiamo tra fedelissimi del sito Wattpad), attenderemo il terzo volume della saga, per sapere cosa riserverà il futuro alla strana coppia e alle loro famiglie frantumate.



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