After – Anime perdute

After – Anime perdute
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Tessa si è appena trasferita a Seattle anche se, a causa delle intromissioni di Hardin, non ha ancora trovato un appartamento tutto suo dove stare ed è perciò costretta a vivere momentaneamente nella casa del suo capo Vance e della sua compagna. Anche i primi approcci con il nuovo campus non si rivelano essere rose e fiori. Tutti sembrano disinteressarsi a lei, ma lo stage alla casa editrice serve a distrarla anche se le colleghe la spiano di sottecchi e, probabilmente la criticano. Intanto Hardin, all’insaputa di Tessa, ha deciso, tra grugniti e battibecchi, di ospitare il padre della ragazza che, oltre ad essere alcolizzato, si rivela un drogato in crisi di astinenza e con un grosso debito da saldare nei confronti di un tipaccio, al quale Hardin regalerà il suo orologio pur di mandarlo via. Ma il ragazzo sta cambiando. Per sfogare la sua rabbia, ora frequenta una palestra di boxe e il sacco fa da ottimo surrogato ai corpi dei suoi ex amici. Ma tant’è, la nostalgia è troppa e Hardin affronta così il viaggio fino a Siattle per riunirsi con il suo amore. I due decidono di riprovarci seriamente, anche se divisi dal lavoro e dallo studio, anche se le loro famiglie sono pessimi esempi di unioni sfasciate, anche se i genitori somigliano troppo ai figli che sembrano quindi già predestinati a fallire. Un viaggio in Inghilterra deciso all’ultimo minuto e in occasione del secondo matrimonio della madre di Hardin sarà l’ennesimo banco di prova del loro amore…

Le anime perdute alle quali si riferisce il titolo sono principalmente quelle di Tessa e Hardin, che separate proprio non sanno stare. Ma anche le anime degli altri personaggi sono spiriti confusi e, in fatto di smarrimento, non scherzano affatto. Ce ne fosse una che si salvi dalla marea di guano emozionale che prima o poi la sommergerà! In ogni caso, il nuovo capitolo della saga vede i due fidanzati recuperare il tempo perduto e prodursi in accoppiamenti sfrenati praticamente sempre e ovunque, ignorando pareti sottili e telecamere di sicurezza. Hardin, stufo di usare il preservativo, convince Tessa a prendere la pillola, così finalmente potrà possederla senza distrazioni. A volte dolce, a volte insopportabile, sembra chiaro soffrire di bipolarismo mai curato. Ciò che poi colpisce in questo quarto capitolo è che tutti sono belli, persino il ginecologo che visita Tessa turba la ragazza. Non ci sono grassi, brutti o vecchi, ad eccezione del padre di Tessa. Tutti arrapano e tutti ci provano con tutte. Ma le situazioni sfuggono sempre di mano e per i due giovani, che non si capisce quando trovino il tempo per studiare o lavorare, non c’è tregua. Ne è prova una delle ultime scene, ennesimo buon motivo per scatenare le ire di Hardin che, stavolta, non ha un saccone da boxe per sfogarsi. Lo stile piatto e i dialoghi sempre più improbabili non aiutano certo la lettura. Le situazioni da soap opera appesantiscono e tornano ridondanti tanto che, ancora una volta e di più, ci si stupisce del successo ottenuto dalla saga.



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