After dark

After dark
Lungo l’arco di una notte si incrociano alcune vite, al ritmo delle luci di Tokio e di pezzi di musica jazz come "Five Spot After Dark". Mari, studentessa taciturna, vive le ore notturne in una caffetteria leggendo un libro. Incontra Takahashi, che trascorre la notte alternando qualche tazza di caffè con le prove del suo gruppo in uno scantinato del quartiere. La loro storia sfiora quella dell’Alphaville Hotel, un albergo gestito dalla robusta e simpatica Kaoru, dove le coppie vanno a passare qualche ora d'intimità, e dove l’ingegnere informatico Shirakawa ha appena lasciato una prostituta cinese, dopo averla picchiata e derubata. Siamo un obiettivo cinematografico che si può muovere ovunque, ma che zooma su zone particolari della città. Osserviamo, siamo testimoni di ciò che accade, “obbediamo alle stesse regole di correttezza di un viaggiatore nel tempo: guardiamo, ma non interveniamo”. Ogni tanto ritorniamo in una stanza senza nome, indefinita nello spazio e nel tempo, dove una ragazza dorme un sonno senza fine. Si tratta della sorella di Mari, Eri, la quale un giorno ha deciso di addormentarsi, scendendo così in una stanza piena di ombre all’interno di sé. La notte di Tokio scorre da una pulsazione luminescente all’altra, ospita incontri e conversazioni, in attesa che arrivi l’alba e che la ragazza addormentata si risvegli...
Ogni capitolo di After dark comincia con il dettaglio visuale di un orologio con le lancette che segnano l’ora e il minuto della notte. Un tempo preciso ed evanescente insieme, all’interno del quale opera uno sguardo/indagatore/narrante. Nell’incipit, Murakami Haruki richiama subito il lessico cinematografico per individuare il punto di vista del narratore (e del lettore) in una telecamera immaginaria che abbraccia la città dall'alto, e che, lentamente, si concentra su una scena, “un’area dove la luminosità è più intensa che altrove”, mettendola a fuoco. Lo scrittore giapponese costruisce, capitolo dopo capitolo, uno spazio fluttuante, dai contorni definiti che si confondono all’improvviso, e questo accade nel contenuto e nella forma. I suoi personaggi, nell’attesa, nella conversazione, nelle piccole e dettagliate azioni, divengono preziosi contenitori di possibilità di vita, attraverso sguardi e contatto, parole e assenze. Si muovono in un presente continuo, un tempo aperto in più direzioni. Le luci sono sempre accese e la musica esce continuamente dalle casse, un pezzo dopo l’altro.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER