Agatha Raisin e il ballo mortale

Agatha Raisin e il ballo mortale
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Carsely, villaggio dei Cotswolds, cottage di Margaret Bloxby. La moglie del pastore riserva sempre sorrisi e il benvenuto di Margaret è il solo a cui – schiettamente – tenga Agatha. Quel giorno, soprattutto. Si può ammettere che la paziente signora apra gentilmente la porta a tutti gli scontenti del villaggio. Effettivamente ha questa disposizione d’animo. La signora Bloxby, oltre a ciò, è una buona amica di Aggie. La canonica, poi, è un luogo sereno e cordiale. Perfino la chiesetta, o chi è più vicino a Agatha, però, non può schiarirne il malumore. Perché, lei, proprio lei, a Parigi, è stata borseggiata. È rientrata in anticipo a Carsely, allora, ma non è intimorita, non è stata messa in fuga. È incollerita per i limiti di stazioncine e polizia. Sta appunto raccontando all’amica che ha in mente di ovviare a questa difficoltà, di aprire un’efficiente agenzia investigativa. L’Incidente di Parigi è la spinta di cui Aggie aveva bisogno e sembra una buona idea anche a Margaret – “almeno avrebbe tenuto impegnata la mente irrequieta dell’amica, impedendole di innamorarsi per l’ennesima volta, restando ferita. Agatha era una drogata dell’innamoramento”. Una donna d’affari non perde tempo, bisogna subito recarsi a Mircester per scegliere un ufficio in affitto, e così la signora Bloxby ha giusto il tempo di suggerirle una visita: il cottage di James Lacey – ex marito di Agatha – ora è abitato da Emma Comfrey. Un’impiegata statale in pensione. Una donna. Niente di meno interessante per Agatha; per lei che si era innamorata dei due proprietari precedenti…

Poiché un nuovo caso viene sempre a formarsi intorno a qualsiasi audace passo di Agatha Raisin (il che è apparso man mano più chiaro), ogni avventura a Carsely ben degna di attenzione doveva necessariamente tradursi in investigazione, e perciò determinare meglio le doti della sexy bellicosa ex PR di Londra. Marion Chesney, alias M.C. Beaton, apre quest’avventura della serie confermando proprio tutte le attese; ma, fatto ancora più importante, dall’essere in gamba della sua prediletta e dal puro diletto di riconoscerne uno “status ufficiale”, costruisce su basi concrete la direzione di un’agenzia investigativa a Mircester. Non a torto, in verità, l’autrice porta Aggie a fare decisivi passi in avanti, e pertanto la forma nella quale si esprime il 15° episodio è un giallo più acuto. La scena è la serena campagna inglese; i personaggi entranti sono parvenu, ci sono anche titoli nobiliari e grandi fortune sperperate; tra le colline dei Cotswolds i vicini sembrano soltanto perbenino; i cinquant’anni dell’istintiva, appassionata, signora sono al solito un dramma: passando per il filtro turato dei sentimenti di Agatha Beaton prepara un caso che vale, e subito rivela nello spirito della serie intuizioni molto efficaci. Una detective story appare diversa a seconda che la concepiamo come angosciosa, cupa, sinistra, lucida, allarmante, tradizionale, o narrata da M.C. Beaton. Perché la scrittrice di Glasgow dal 1992 va sempre al di là della consuetudine, spinta dal mood della sua un’eroina.



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