Agenda spirituale – Migliorarsi in 52 settimane

Agenda spirituale – Migliorarsi in 52 settimane

L’esperienza spirituale richiede attenzione, un ripiegarsi nell’intimo della propria natura interiore: solo chi riscopre sé stesso può rivolgersi all’altro con successo. Una vita interiore cosciente del proprio principio appare e dipende dallo spirito, in cui tutto ha ordine e principio e che va nutrito per vivere in armonia col creato. Un mondo abitabile e autentico si realizza in pienezza con lo spirito, che accarezza il mondo col fluire dell’amore, che è volontà creatrice, dispensatrice, feconda, armonica, misteriosa, umile, dinamica, verità non visibile ma vivibile, profonda, avulsa da forze sconosciute, antica capacità orientatrice dell’uomo. È necessario riedificare la vita libera dal dolore e dalla gioia, per fare in modo che sia puro amore, perché percepisca il proprio esistere e risorga come nuova. Lo spirito è fuori da ogni necessità terrena, non ha materia opposta a sé, non errore ma solo verità, e l’uomo che è un essere spirituale non deve favorire i deserti dello spirito, bensì leggersi dentro, custodire la coscienza del vivere e del morire, essere immortalmente fedele alla propria anima, fare dell’amore un evento di forza…

Aiutati che Dio, o chi per lui, ti aiuta: così dicevano, più o meno, le nostre nonne, e non solo. Perché siamo animali sociali, viviamo nel mondo, ma spesso ci sentiamo soli, abbiamo bisogno di qualcuno, ma prima di poter fare qualsiasi altra cosa in verità dobbiamo capire quale sia il nostro problema, perché non si può amare ed essere amati se prima non si vuole bene a sé stessi, se non si è persone risolte. E siamo fatti sia di corpo che di spirito, di anima: inutile, impossibile e ingiusto negarlo, non tutto si può spiegare o comprendere completamente, esistono doni preziosi della vita che per fortuna non hanno prezzo, non si comprano, non sono materiali né mercificabili. Insieme alle immagini del progetto Corpus Domini realizzate da Daniela Rogani, pittrice con oltre trent’anni d’esperienza, Gian Piero Ferri, che ha studiato in seminario ma è anche laureato all’Isef e ha frequentato l’accademia di arti marziali, propone una sorta di laico breviario, una pausa dalla destabilizzante frenesia contemporanea, ispirata con ogni evidenza anche all’adagio mens sana in corpore sano, che punta a far focalizzare l’attenzione su uno spunto di riflessione, un tema per settimana, per un percorso lungo un anno, una, mutatis mutandis, via crucis in 52 stazioni, stagione dopo stagione, con l’obiettivo di riscoprire il bello e il buono che circondano ognuno di noi.



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