Aiuto, ho un figlio impossibile

Testardi, egoisti e prepotenti, aggressivi, prevaricatori e vendicativi, i figli impossibili esistono, eccome! E possono mettere a dura prova la pazienza di mamma e papà, pur impegnati in sforzi educativi intensi, ma che si rivelano immancabilmente le vane fatiche di Sisifo. Genitori di tutto il mondo in difficoltà, unitevi e consolatevi, perché il comportamento biasimevole del vostro amato pargolo non è sempre e soltanto colpa vostra. Per i genitori che hanno la fortuna di avere figli docili e ubbidienti, non è affatto immaginabile cosa possa vivere una famiglia che si trovi a gestire per esempio, un adolescente difficile. La madre è sempre l’imputato principale sul banco degli accusati, assoggettata alla dittatura del senso di colpa. Ma guai a cadere nella trappola del determinismo educativo, perché non esiste un nesso di causa-effetto tra le capacità di cura parentali e i comportamenti problematici del proprio rampollo. Apparentemente timidi e indifesi, non di rado mistificano invece, un esuberante sentimento di superiorità. Pretendono di essere al di sopra degli altri e sono perennemente arrabbiati con il mondo, perché le loro pretese non sono realizzate. “Mia figlia è impenetrabile ad ogni ragionamento. Non la sopporta nessuno, perché vuol fare ciò che vuole, altrimenti scatena la guerra”. Se alla partita di calcio lo mettono in panchina, è colpa dell’allenatore. Se l’esercizio di matematica non riesce, è colpa della calcolatrice, se a scuola prende un brutto voto, sono gli insegnanti che non capiscono nulla. Essere genitori non è mai stato il mestiere più facile, ma talvolta, ammettiamolo, si rivela un lavoro duro e ingrato. Perché quando un figlio non ammette i propri limiti, il gioco si fa duro ed è allora, che mamma e papà devono cambiare le regole del gioco e perché no, far capire al piccolo diavoletto, che possono anche non giocare più. Ma guai a scappare, perché i caratteri difficili si possono e si devono gestire…

Si può essere sereni nel dolore? Si può accettare di disporsi all’attesa del cambiamento, piuttosto che correre dietro al figlio che si rifiuta di essere tale? La risposta è racchiusa tra le righe ed è una bevanda fresca in una torrida giornata estiva. C’è speranza laddove c’è consapevolezza. Accettare che non sempre è possibile imporre il proprio volere ai figli, benché certi che sia il loro bene, può essere un buon inizio. A volte, bisogna lasciare fare e lasciare andare. Come? Attrezzandosi degli strumenti della conoscenza e della consapevolezza, prima di tutto di sé. E di tanto amore, che non deve mai venir meno, anche quando quel figlio impossibile indossa la maschera del tormento. Insomma, anche i genitori devono accettare di tornare a fare i compiti, di confrontarsi con professionisti e di apprendere l’utilizzo degli strumenti del mestiere. Osvaldo Poli, psicologo e psicoterapeuta, con una vocazione speciale per il supporto alla coppia e alla genitorialità, crede molto nella “scuola dei genitori”, esperienza a cui si è dedicato con passione e competenza. È autore di decine di libri sull’educazione dei figli, ma anche sulla costruzione dell’alleanza padre-madre. Con il suo approccio comunicativo e la sua cifra comica, Poli è l’uomo, anzi il libro giusto per i momenti sbagliati, quelli in cui stremata da un figlio che fa tutto l’opposto di ciò che gli raccomandi, ti chiedi: “Perché proprio a me?”.

 


 

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