Al di là delle forze umane

Al di là delle forze umane
Fiordi norvegesi, fine Ottocento. Qua le albe sembrano dipinti, l’aria ha una consistenza diversa, rarefatta, le montagne sono scudi di terra resi friabili dalle piogge e dall’erosione. Adolf e Klara Sang vivono in un angolo di case sperduto, assieme ai loro due figli. Il loro è un amore folle. Intenso. Ma amare Adolf Sang non è come amare un uomo comune. Questi infatti è dotato di capacità soprannaturali in grado di effettuare sorprendenti guarigioni e, alcuni dicono, di resuscitare i morti, col potere della sua enorme fede. Solo una persona non riesce a godere delle sue capacità miracolose: è proprio Klara, costretta a letto da un male oscuro, senza riuscire a muoversi o parlare, non in grado di tollerare odori, sapori e colori. Perché l’uomo dei miracoli non riesce a salvare la donna amata? Se lo chiedono tutti, persino la sorella di Klara, Hanna, giunta dall’America per constatare la penosa situazione. Perché Klara, non prega, non crede, è un’inguaribile scettica, educata al pensiero razionale, non in grado di concepire una fede senza limiti come quella del marito. E allora pregheranno gli altri per lei, Adolf, i figli, tutti insieme in un’ultimo, disperato tentativo di farla tornare a vivere davvero…
Nel centenario della morte del drammaturgo norvegese Bjørnstierne Bjørnson, Iperborea riporta alla luce un suo testo ingiustamente dimenticato, Al di là delle forze umane, dotato di un fascino delicato, capace di far riflettere anche a più di un secolo di distanza. Che Bjørnson, premio Nobel per la letteratura nel 1903, sia stato un precursore del teatro moderno, al pari del più noto Ibsen, appare ben chiaro semplicemente dalla lettura di questa piece che nella sua purezza stilistica porta alla luce il dissidio fede ragione in tutta la sua feroce tragicità: siamo infatti di fronte a un dramma quasi scientifico, con la totale messa in discussione dei presunti miracoli e la descrizione di patologie allora probabilmente inspiegabili ma al giorno d’oggi riconducibili a schizofrenia, isteria o forme acute di depressione. Lo stesso Bjørnson si soffermò molto nei suoi studi su queste manifestazioni, analizzando episodi di guarigione, riconducibili nientemeno che a fenomeni di ipnosi o autosuggestione. In Al di là delle forze umane, sullo sfondo del dramma scientifico c’è tutta la tragicità dello sfaldarsi di un microuniverso, quello dell’uomo religioso sconfitto dalle sue credenze, di fronte al dolore della donna amata.

 

 

 

 
 
 
 
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