Alberi a Roma

Alberi a Roma

In un angolo di Piazza S. Egidio a Trastevere, proprio di fronte ad una piccola chiesa, ci sono due bellissimi esemplari di avocado, ovvero Persea americana, testimoni loro malgrado della movida del quartiere romano, che in questo punto esatto si biforca, alternandosi alla musica di strada e a piccole bancarelle improvvisate. Si dice che un fruttivendolo scaltro in passato raccogliesse i loro frutti per venderli a quei trasteverini che non avrebbero certo previsto il destino modaiolo del loro rione, e neanche quello del guacamole. Chissà invece se chi distrattamente per lavoro o per piacere si trova a camminare per via Goito, angolo via Venti Settembre, si è mai soffermato ad apprezzare la fioritura rosacea di tarda primavera degli ippocastani che qui hanno le loro radici. Specie ibrida questa che si trova a due passi da Porta Pia, è stata introdotta nella capitale proprio negli stessi anni di realizzazione del quartiere. Qualche chilometro più in là, esattamente all'interno di quel giardino segreto che è Villa Aldobrandini, uno di quegli angoli suggestivi del Rione Monti che molti neanche conoscono, c'è uno dei più belli “alberi dei pappagalli” di Roma. Termine volgarizzato italiano dall'etimologia incerta dell’Erythrina crista-galli che nel suo nome originario, invece, rimanda ai bargigli rossi del gallo che d'estate sembrano ricoprire questa grande pianta originaria delle terre brasiliane…

Roma raccontata attraverso i suoi alberi, testimoni silenziosi dei cambiamenti che hanno interessato la città, a cui ogni turista o romano è passato accanto spesso senza neanche prestar loro troppa attenzione. Cinque itinerari diversi, “ecologici”, fuori dai consueti tracciati ed estremamente “local” per le vie di una delle capitali con più spazi verdi d’Europa. Percorsi affascinanti che insegnano a guardare in alto, non più e soltanto alla scoperta di monumenti importanti ma anche di piante imponenti, spesso secolari. La prospettiva non può che cambiare, i diversi quartieri vengono così considerati da un punto di vista originale e inaspettato che fa la gioia non solo del botanico o dell’appassionato di giardinaggio di turno, ma anche di tutti coloro che di questa città vogliono apprezzare ogni angolo. Le mappe presenti ‒ così come le foto dettagliate o le immagini tassonomiche ‒ sono utilissime per localizzare l’albero, o gli alberi, in questione senza così perdere l’occasione unica di incontrare questi saggi e vecchi abitanti romani. Alcuni di questi, purtroppo, hanno ceduto il passo a nuovi arrivati, come l’enorme leccio che fino a dicembre 2015 faceva ombra a piazza della Quercia e che, per un parassita, è stato abbattuto e sostituito negli ultimi mesi da un altro esemplare, speriamo con la stessa longevità.



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