Alfa gatto

A come Angora, splendido gatto dal morbido mantello originario della Turchia. A anche come Asparagus, il Gatto di Teatro nel Libro dei gatti tutto fare di T.S. Eliot. B come Bengala, il felino nato da un incrocio tra gatto domestico e gatto leopardo asiatico, nel corso di una ricerca scientifica e B anche come Boise “il più caro amico” di Ernest Hemingway gatto anche lui, cubano e dal mantello bianco e nero. B anche come Butch, uno dei moltissimi felini di Charles Bukowski, citato addirittura nel suo Donne del 1978. C come Certosino, dallo splendido pelo folto grigio dai riflessi blu, originario della Turchia e dell’Iran, secondo la leggenda ricevuto dai monaci certosini francesi da parte dei Templari di ritorno dalla Terra Santa. C anche come Chopin, il gatto di Francis Scott Fitzgerald o come Cobby il felino compagno del poeta e romanziere inglese Thomas Hardy, autore di Tess dei D’Urbervilles. E ancora D come Devon Rex, E come Europeo, F come Fawn, G come Gatto selvatico europeo fino alla Z di Zzzzzz, perché impressionante è il tempo che questi predatori notturni passano a dormire anche se che cosa sognino resta un mistero…
Alfa gatto è un libro che si legge, è un libro che si guarda, è un libro che si sfoglia con molto piacere. Non richiede per forza una lettura dalla prima all’ultima pagina, ma consente piuttosto una consultazione “casuale”, passando da una lettera dell’alfabeto all’altra secondo l’ordine che più aggrada. Al termine non scopriamo solo importanti curiosità sulle singole razze feline, sulla loro origine, sul loro aspetto o su leggende relative alla loro nascita. Scopriamo anche il nome di gatti vissuti al fianco di famosi personaggi della storia e della letteratura mondiale. Allo stesso tempo possiamo godere di brevi stralci tratti da opere più o meno conosciute accomunate dall’avere come protagonisti ancora una volta dei gatti. Da Alice nel Paese delle meraviglie di Lewis Carroll a Il libro degli schizzi di Geoffrey Crayon di Washington Irving. Un libro questo di Gabriella e Paola Gallerani che firmano rispettivamente disegni originali e testi, che unisce la passione per questi splendidi e misteriosi animali da sempre compagni dell’uomo e venerati come dei da civiltà lontane millenni, a quella per la letteratura che in ogni tempo li ha celebrati. Forse non è un caso se nell’immaginario collettivo così spesso chi scrive per mestiere ha un gatto mollemente adagiato sulle ginocchia o sulla scrivania.

 

 

 

 
 
 
 
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