Alla fine della notte

Alla fine della notte

Paul non vede il suo amico Zhang da molto tempo. Tre anni fa era ancora un commissario in carriera a Shenzen ed ex membro del partito comunista, oggi invece indossa la tunica rossa da monaco buddhista. “Un bel cambiamento!”, pensa tra sé riabbracciandolo. Troppo onesto e integerrimo per un ambiente ormai corrotto fino al midollo, Zhang non rimpiange il passato in polizia, semmai cerca ancora quella serenità e quell’equilibrio spirituale che in monastero promettono, e che a lui manca da quando la sua famiglia ‒ moglie e figlio ‒ lo ha abbandonato. Anche Paul ha fatto fatica a ritrovare la serenità dopo la morte di Justin (il primo figlio scomparso troppo in fretta) e il naufragio del suo matrimonio. Ora vive a Hong Kong con la moglie Christine e David, il suo piccolo ometto di quattro anni che lo guarda con incondizionata fiducia. Lo sta portando allo zoo di Shi a vedere gli animali, quando un gruppo di giovani si fa largo a spallate tra la folla: tra loro c’è una ragazza bellissima, si direbbe la fidanzata del capobanda. Si avvicina a David, chiede di fargli una foto, solo un’innocente selfie insieme a quel bambino dai tratti europei ed orientali. Sono trascorse poche ore, Paul è tornato in hotel deve andare urgentemente in bagno: quando ne esce, David non c’è più…

Si chiude con Alla fine della notte il ciclo di tre romanzi dedicato da Jan-Philipp Sendker alla Cina, e frutto di un ventennio di viaggi e soggiorni nel paese della seta, prima come giornalista per lo Stern, poi come scrittore. Il sussurro delle ombre e Gli scherzi del Dragone avevano lo stesso protagonista: Paul Leibovitz, americano di origini tedesche trapiantato a Hong Kong, reduce da un lutto gravissimo e in procinto di ricostruirsi una vita. In quest’ultimo capitolo Paul affronta la sua paura più grande: la scomparsa improvvisa del figlio, e dopo il suo ritrovamento mette in atto una rocambolesca fuga dalla Cina insieme a Christine, che ormai si sta allontanando da lui. Attenta e precisa, la scrittura di Sendker ricostruisce luoghi, atmosfere e sensazioni in maniera meticolosa, fornendo un ritratto controverso e per certi versi spaventoso dell’odierna Cina, luogo incantato sospeso nella nebbia del tempo, ma anche luogo di censura, soprusi e corruzione endemica del sistema di potere. La Cina in cui l’anziano contadino Luo si vede uccidere a bastonate il figlio per una questione di terreni, per poi essere sistematicamente perseguitato dalle autorità locali. Tante le ingiustizie, forse un po’ forzati alcuni elementi chiave della trama come il motivo del rapimento di David e la vicenda dello sfortunato Da Lin. Si ha l’impressione che in certi frangenti l’autore glissi e porti avanti il tempo superando alcuni ostacoli narrativi, ma nell’insieme il racconto funziona, mescolando giuste dosi di suspense a momenti più riflessivi.



0
 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER