All'immobilità qualcosa sfugge

All'immobilità qualcosa sfugge
Ana, giunta a Roma dall’Ucraina, non si aspetta certo di vedere infranti i suoi sogni lungo strade buie di periferia a vendere il proprio corpo al primo passante. Lei che conosce la musica classica, che desidera diventare ballerina, lei che è convinta di avere conosciuto e trovato l’amore quella notte, una come tante, quando ha incontrato Tommaso. E invece anche lui, come tutti gli altri, l’ha delusa, ingannata, pagandola, prostituendola più vilmente di qualsiasi altro uomo. Ad Ana quel nuovo lavoro come custode in quel vecchio palazzo e l’incontro con Claudio paiono un nuovo inizio e la possibilità di cancellare Tommaso dalla sua vita. Tommaso che non accetta di essere scaricato da Ana, di cui ossessivamente ogni notte vede il volto e sente il corpo abbracciato al suo, Ana che desidera ancora un’ultima volta per poterla finalmente dimenticare mentre il suo matrimonio con Vera sta andando in pezzi dopo la nascita della piccola Anita. E Vera che nella sua condanna a Tommaso, insegue sogni e desideri di amori virtuali da avatar con X, un uomo politico importante, insoddisfatto del suo rapporto con Barbara conosciuta a Milano e poi sposata. Barbara che passa le sue notti in ospedale a curare e salvare vite, a scrivere cartelle, ignara dei tradimenti, fino a quella notte, in cui il mondo le cadde addosso alla vista di una e-mail e di parole d’amore che un tempo erano per lei e non lo sono più. E Claudio, impegnato a filmare vite (eccetto la sua), che cerca disperatamente Barbara per avere notizie di suo padre Frank, quasi in fin di vita dopo il trapianto al fegato. Tutti in cerca e in corsa per qualcuno o qualcosa e nessuno che arriva da nessuna parte, se non a una personale discesa all’inferno...
Sette vite, distanti, diverse, inafferrabili, sull’orlo di un baratro, che esplodono all’improvviso alla fine di una estate in una Roma assolata, e che inaspettatamente si intrecciano per ricongiungersi in un punto di non ritorno, là dove i sogni assopiti si risvegliano dall’immobilità come un pugno nello stomaco, cercando la guarigione in dinamiche di amore, desiderio e morte. Gli equilibri si sfaldano, le vite deviano dai loro percorsi ordinari e naturali, le sicurezze crollano come carte da gioco truccate gettate sui tavoli illusori di Second Life, nel tentativo di cambiare un destino. O di inseguire necessità di possesso, di appartenenza, di fedeltà e lealtà. Niente più disegni prestabiliti, niente più fato. Tutto diventa casualità che consente di accettare l’inspiegabile, l’intreccio di vite, l’ossessione, l’imprevedibile, l’inimmaginato e l’inimmaginabile. Un fermo immagine su sette esistenze, passate al dettaglio dall’autore con la stessa meticolosità con cui Claudio filma con la sua cinepresa le vite all’interno della casa stile Grande Fratello, in fotogrammi disincantati che analizzano i sentimenti, scandagliano le emozioni, arrivando all’essenza. Mettendo a nudo, come un forte nodo alla gola. È questo lo stile di scrittura di Max Giovagnoli: pennellate attente, precise, scaltre, infaticabili, che lasciano immaginare – descrivono, senza raccontare - la tensione più intima e più profonda dei tanti protagonisti. La luce al posto giusto, come un grande spot, su volti dalla disperazione inesplosa, su desideri crescenti e spenti, su lunghe corse affannate in auto di lusso e ad alta velocità tra i luoghi più suggestivi, da Roma giù fino al mare per non ascoltare i grigi, i bui dell’anima dove tutto scivola e si compie. Oltre il volere, oltre il pensiero. La vita si brucia, lentamente, un pezzo alla volta mentre tra il lettore, accattivato, e i personaggi, inermi marionette del caso, si instaurano muti dialoghi e relazioni strette per arrivare a scoprire se oltre quella facciata, al di là di tutto quel fittizio, esiste un pizzico di vera umanità. Dialoghi a tu per tu, che altrimenti sarebbero scarsi in tutto il romanzo, ad eccezione di poche battute interscambiate qua e là e di corrispondenze anch’esse virtuali e intoccabili, fatte di sms e di rapide e-mail attraverso siti e metamondi pericolosi, che ambientano il romanzo alla nostra era. Perché, per il resto, potrebbe essere storia di ogni tempo: di matrimoni traballanti, di passioni clandestine, di sogni fittizi, di tresche al limite dell’inconsapevole, di incontri nascosti, di destini sbandati. Principio di una epifania dai risvolti più crudi, dagli incastri perfetti, se non fosse per quell’immobilità che tutto imprigiona e frena fuorché i moti dei desideri più animaleschi e contaminati, avviati in un intricato inferno di vicoli ciechi dove tutti sono vittime e carnefici di se stesso e degli altri.

 

 

 

 
 
 
 
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