Altai

Altai
Settembre 1569, Venezia. Due terribili esplosioni in rapida sequenza squassano la notte: è l’Arsenale che brucia, e un brivido corre sulla schiena della Serenissima, perché c’è in gioco il cuore tecnologico, industriale e militare della potenza lagunare. Emanuele De Zante, investigatore al servizio del Consigliere Nordio, si precipita sul posto: già tra i testimoni circola il nome di Giuseppe Nasi, l’Arcinemico della Serenissima, il Porco Giudeo, il Prendinculo del Sultano, il mandante perfetto per un attentato del genere. Troppo perfetto, forse. Per fortuna (o per calcolo, o per errore, o per chissà quale altro motivo), la pece usata per innescare le esplosioni è stata posizionata lontana dai gangli vitali dell’Arsenale, come se i colpevoli avessero volutamente cercato di creare danni spettacolari ma non irreparabili, iniziano a supporre gli agenti di De Zante. C’è dietro qualche arsenalotto scontento della paga, pensa Emanuele. E questo va a dire l’indomani a Nordio, quando fa rapporto. Ma ben presto si rende conto che il Consigliere non vuole sentirselo dire, e vuole piuttosto utilizzare l’evento per alimentare ulteriormente la leggenda di Giuseppe Nasi, magari dando in pasto all’opinione pubblica un traditore, qualcuno importante (purché non sia un patrizio, s’intende!), qualcuno che nasconda un segreto e sia quindi ricattabile dall’Impero Ottomano e sacrificabile da Venezia: qualcuno che Emanuele ha il compito di incastrare. Confuso, De Zante cerca di rilassarsi andando a fare visita alla sua puttana personale, la giovane e formosa Arianna: a lei - dopo un frettoloso amplesso – racconta gli ultimi avvenimenti, e mentre le descrive l’identikit del colpevole perfetto che deve trovare nota che la ragazza ha un atteggiamento strano, e si rende conto con raggelante orrore di essere lui il capro espiatorio di Nordio. Perché Emanuele De Zante ha un segreto: si chiama in realtà Manuel Cardoso, è ebreo, originario dei paesi al di là dell’Adriatico, figlio illegittimo di un capo da mar veneziano che quando il ragazzino aveva 11 anni se lo è ripreso e gli ha costruito una nuova vita a Venezia, nascondendone il passato. Braccato dagli uomini di Nordio (che fino a poche ore prima erano anche i suoi uomini), De Zante fugge da Venezia. L’unica destinazione possibile è proprio Costantinopoli, l’Impero Ottomano, quel Giuseppe Nasi che da nemico assoluto a questo punto potrebbe diventare il suo salvatore...
Non è l’11 settembre, ma poco ci manca: è il 13, e le onde nere di un complotto politico travolgono la vita di un fedele servitore del potere, un mastino che si ritrova lepre ed è costretto a riscoprire le sue origini, il passato e la cultura che aveva occultato per decenni. Sullo sfondo, Venezia “muffa e puzza di salmastro”, Salonicco che “sa di piscio”, Costantinopoli che odora “di terra bagnata e fatica e sogno” e il Mediterraneo del XVI secolo, conteso dal Sultano Selim II e dalla Lega Santa, in un mondo che marcia a grandi passi verso la carneficina della battaglia di Lepanto. In questo teatro calca le assi del palcoscenico – con indubbia eleganza – il vero protagonista del romanzo, quel Giuseppe (Yossef) Nasi che incarna secoli di persecuzioni contro gli ebrei e che in Altai (a proposito, il titolo si riferisce a una varietà di falconi) è una sorta di Osama Bin Laden con un sogno, l’utopia di creare un regno giudeo a Cipro, una Nuova Gerusalemme che faccia da asilo a tutti i reietti del mondo. I Wu Ming tornano alle atmosfere del tellurico Q ripescandone alcuni personaggi (tra tutti, un Ismail - alias Ludovico, alias Gert, alias Tiziano l'Anabattista - ormai anziano), anche se è improprio parlare di sequel. Del resto – come loro stessi hanno scritto – “A oltre dieci anni di distanza non sarebbe stato credibile (né possibile) mimare ciò che eravamo. L'impresa è stata proprio questa: scrivere un romanzo legato a Q, che riprendesse certe ambientazioni e personaggi, ma che fosse anche indipendente e nuovo”. Paradigmaticamente new italian epic nel suo alludere alla modernità utilizzando il medium romanzo storico, Altai può essere un affresco oscuro e complesso oppure – a seconda dei gusti e dei piani di lettura - un’appassionante avventura tutta da gustare. Curiosità: un racconto prequel del romanzo è disponibile gratis sul sito dei Wu Ming.

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