Altamente esplosivo

Altamente esplosivo
Per eludere la telecamera che lo inquadra dall'alto, Johnson si alza velocemente dal letto e si va a sedere sul water, sempre avendo cura di coprire il copribile con l'asciugamano che tiene stretto in grembo. Da lì sguscia il più in fretta possibile nella doccia e tira immediatamente la tendina dietro di sé. Quantomeno la telecamera che lo segue sempre, lì dentro non ce l'ha puntata addosso. Dopo essersi lavato e vestito, altrettanto di corsa scende per colazione. Pensa solo per un attimo che al posto del solo uovo previsto gliene andrebbero proprio due, quella mattina. Ma poi resiste al desiderio, tanto le cineprese a due metri da lui lo immortalerebbero immediatamente, segnalandolo al quartier generale. Così, rassegnato, termina il suo unico uovo e il caffè d'ordinanza e si dirige alla macchina schiacciando il tasto d'accensione. L'auto, sfruttando il percorso a lui assegnato, lo trasporta come ogni mattina al lavoro. Una volta nel parcheggio aziendale, ripensa per un attimo a come era prima, quando la libertà non aveva ancora ceduto il passo all'ossessione della sicurezza e vivere non era desiderare il momento in cui ti potevi finalmente rilassare infilandoti sotto le lenzuola e scomparire dagli occhi vigili delle telecamere. Pensa a tutto questo mentre sbuca dal sottopassaggio e intravede un vecchio palazzo dove c'è un ingresso incassato nel muro. Guarda verso l'alto e immediatamente capisce che in quell'anfratto l'occhio indagatore delle telecamere non può arrivare... Le onde sotto la luna vanno a morire dentro la risacca come fossero sapone da bucato. Dietro di loro lasciano detriti e alghe raccolti al largo, scaricati da chissà quali fogne o navi mercantili. L'immondizia continua incessante a seguire il movimento del mare e ad ammucchiarsi in un'informe ammasso di luridume. Un minuto dopo l'una però, quella accozzaglia di schiuma, fango alghe e sporcizia improvvisamente prende vita e si solleva. Sgocciolando schiuma e acqua la cosa senza forma prende ad avanzare verso la città, cercando di muoversi tra gli anfratti più bui. Giunta alle spalle di un teatro si ferma. Davanti a lei un vecchio con cappello e armonica. L'uomo guarda l'essere informe senza fiato. La cosa toglie il cappello all'uomo e se lo adagia sulla testa, poi strappa l'armonica di mano al vecchio e vi comincia a soffiare dentro. Il suono inizialmente sgraziato diviene via via più melodico fino a risuonare come un'onda ammaliatrice per tutta la città...
Lo scrittore texano Joe R. Lansdale in questa raccolta di racconti inediti - scritti nell'arco di trent'anni - ci dà un saggio delle sue capacità di trasformista della parola. Lui, capace come pochi nei suoi romanzi di spaziare dal noir all'horror, al poliziesco, all'hard-boiled, creando un vero e proprio “stile Lansdale”, marchio doc della sua prolifica produzione, qui ci permette di navigare tra personaggi grotteschi corrosi da humour nerissimo, tra atmosfere claustrofobiche e quasi oniriche, passando per ambiebntazioni dalle sfumature horror fino ad arrivare agli scenari da vero e proprio western. Insomma c'è tutto il classico campionario umano di Lansdale in questi dieci racconti altamente esplosivi, da maneggiare con cura, capaci, ne siamo certi, di conquistare tanto i fan più incalliti quanto i neofiti più curiosi.

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