Amabili resti

Violentata e fatta a pezzi in un campo di granoturco dal Signor Harvey, vicino di casa e costruttore di case di bambole, la quattordicenne dai capelli castano-topo Susie Salmon abbandona la vita terrena con brutale violenza. Così, in pochi minuti, con il respiro che le si blocca in gola e la mente che vortica freneticamente mentre passa in rassegna la sua vita nei brevi istanti che la separano dalla morte. Ma la sua esistenza non finisce: il suo corpo è stato gettato in una discarica e il suo sangue ha impregnato il cemento della cantina del suo assassino ma la sua anima persiste, da qualche parte, lassù, nel suo grande cielo. È da un altrove a noi sconosciuto che Susie osserva i suoi cari affrontare la sua dipartita, li studia e li segue qualunque cosa facciano affacciandosi dal gazebo di un cielo che è diventato la sua casa e che ha accolto le sue spoglie trasformandole in pensieri. È attraverso gli occhi di Susie quindi che seguiamo la vita scorrere nella famiglia Salmon: un padre distrutto dalla perdita che non sa rassegnarsi e che porta nel cuore la verità ma non sa come provarla alle autorità, una madre che rifiuta il dolore rinchiudendosi in se stessa al punto di andarsene di casa senza spiegazioni, una nonna ubriacona ma dalla mente acuta e saggia che risolleva gli animi e che crede nella presenza dei morti tra i vivi, la sorella Lindsdey costretta a sentire su di sé il peso del confronto e dell’associazione alla morte di Susie ed il piccolo Buckley, indifeso e bisognoso di protezione...
Non è la trama in sé a fare di questo libro una grande prova di scrittura, non è solo il fatto che la Sebold sia stata realmente stuprata nel 1981, né l’idea del Grande Cielo in cui le anime morte violentemente si ritrovano e come angeli vegliano su chi li ha amati. È piuttosto lo stile narrativo, è l’introspezione fortissima che ci accompagna nel dolore della perdita, nei percorsi che l’animo affronta quando non riesce ad accettare che qualcuno gli venga portato via in questo modo, senza una ragione, senza una logica, è la toccante sensibilità della protagonista che non riesce a prendere le distanze dalla sua famiglia, che gioisce e soffre con loro in ogni momento della giornata, mese dopo mese, anno dopo anno, è la forza d’animo che bisogna andare a ripescare nei meandri dell’anima, con le unghie e con i denti, per potersene fare una ragione, per saper ricostruire fondamenta distrutte da una detonazione che parte dalla base, è il raggiungimento della consapevolezza che la vita non può fermarsi, mai, neanche di fronte alla morte. E c’è amore, amore che trasuda da ogni pagina, un amore che si fa spirituale, un amore salvifico che fa muovere il mondo e che porta giustizia anche quando tutto sembra perso. È una storia di speranza, di respiro divino che ci avvolge e che ci esorta a sognare, se non a credere, che chi ci lascia resta comunque con noi, ci è vicino, ci protegge o almeno tenta di farlo e che si manifesta se gli occhi del cuore decidono e scelgono di vedere, al di là del velo dell’assenza fisica. Commovente nella sua irreversibile realtà. Da accettare, con un sorriso che si accende timidamente sul volto mentre celebriamo resti amabili, resti indimenticabili.

 

 

 

 
 
 
 
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