Amati giri ciclici

Amati giri ciclici
“Ma chi glielo fa fare?”: quante volte l’abbiamo pensato guardando con una certa compassione un gruppetto di ciclisti arrancare sotto il sole cocente d’agosto o la pioggerella sottile d’aprile, mentre magari li superavamo a bordo di una veloce (e fetente) quattroruote? Beh, dopo aver letto i quasi settanta micro-racconti di Amati giri ciclici, non potremo che sentirci meschini per aver potuto considerare la trasversale categoria dei “caballeros” come una combriccola di masochisti. Di più: li invidieremo e forse ci compreremo una bici (o magari ripuliremo quella che da anni sonnecchia in cantina)...
Il merito è tutto di un coltissimo critico d’arte innamorato delle due ruote, Giancarlo Pauletto, cui come minimo spetterebbe essere eletto per acclamazione ambasciatore di questa nobile microsocietà di poetici spregiatori della fatica. Pedala, Pauletto, gironzolando senza fretta attraverso le istantanee stipate nella sua memoria di cicloturista: i ritratti degli amici, la superba bellezza di certe montagne, gli accattivanti posteriori delle (sfortunatamente) poche donne cicliste, il rustico rigoglio dei fiori di campo, ma anche lo scempio dei rifiuti gettati nei corsi d’acqua… Ovvio: il ciclista è ecologico, eco-compatibile, eco-solidale. Il trascorrere del tempo, l’avvicendarsi dei mesi lo sente sulla pelle e l’asseconda. Perché la bicicletta è ciclica, insegna lo scrittore cicloamatore, “come le stagioni, la luna e le stelle, le regole delle donne, la maturazione delle ciliegie, come l’araba fenice che risorge dalla sue ceneri”. Come un animale va in letargo d’inverno e si sveglia ai primi tepori di primavera, trascinando con sé il suo prode cavaliere senza macchia e senza paura (ce ne vuole di coraggio per contendere la strada ai mastodonti su quattro ruote!). Il quale, d’accordo, spenderà pure la domenica mattina – “il tempo deputato dei ciclisti” – a spingere sui pedali invece di godersi il tepore del letto e la comodità delle pantofole, ma come contropartita assaporerà le gioie impagabili di una dimensione più rude e autentica dell’esistenza, sperimenterà la poesia dell’aria e del sole e la malinconia di certi cieli, godrà dell’onestà del mezzo. E, in fondo, compirà un gesto politico. Dieci minuti di contrizione per chi ha pensato fino ad oggi che la bici fosse solo un semplice hobby!

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