Amber

Amber
Marygreen, Inghilterra, marzo 1644. Il brutale temporale che scuote i vetri della casa è un cattivo presagio. Nella stanza riscaldata le donne del villaggio sono in silenzio intorno al letto, guardano con pietà  la neonata paonazza, distesa accanto a  Judith stremata dalle sofferenze del parto. Una calma sognante rapisce la giovane madre e  in questa sorta di sollievo dopo tanto dolore pensa a John, in fondo non importerà che sia femmina, tanta sarà la gioia e la sorpresa di essere diventato padre: poi, tra qualche anno, arriveranno anche i maschi e altre bambine. Le donne dicono che, dopo il primo, i parti  diventano sempre più facili. È innamorata da sempre di John, che ha otto anni più di lei ed è figlio del conte di Rosswood, le cui terre confinano con quelle della sua antica famiglia, i Marsh, amici e vicini da più di tre generazioni. Quando finalmente John si occorse che non era più una bimbetta adorante ma una bellissima sedicenne, la data delle nozze venne fissata per la fine di agosto dello stesso anno. La guerra scoppiò proprio nell'imminenza del loro matrimonio, il conflitto coinvolse le due famiglie schierate su parti avverse: i Marsh sostenevano il re, mentre i Rosswood appoggiavano il Parlamento. Il matrimonio tra i due giovani fu annullato. Innamorati e disperati all'idea di una separazione, di una possibile morte, si aggrapparono l'una all'altro, si amarono vicino al ruscello e la partenza di John per la guerra fu più sopportabile. Judith sapeva di essere incinta già da quattro mesi quando ricevette un messaggio di John, l'avvertiva  che il prossimo attacco avrebbe colpito la sua casa e offriva la possibilità di metterla in salvo insieme a sua madre. La mamma non accettò, ma Judith fuggì insieme al servo di John per raggiungerlo. Trovò rifugio in casa di Sarah e Matthew Goodegroome ai quali fu presentata come moglie di John St.Clare: alla fine della guerra lui sarebbe tornato e avrebbe spiegato tutto. Sarah le sta massaggiando la pancia, Judith ha freddo, le orecchie ronzano, intorno a lei sente solo un mormorio indistinto, sottovoce dice all'amica che vuole chiamare la figlia Amber, per il colore degli occhi di John, poi scorge la sua mano insanguinata, incredula grida di non essere lasciata morire, vuole vivere per John e la sua bimba. Ma un'invincibile stanchezza la prende, e lei si abbandona alla promessa di sollievo. Marygreen, 1660. Amber ha sedici anni...
Quando nel 1944 scrisse la prima versione di Amber, Kathleen Winsor aveva circa venti anni e non era mai uscita dagli Stati Uniti. Il romanzo fu allo stesso tempo un successo e uno scandalo enorme. Bandito da molte librerie e messo all'indice in ben quattordici Stati d'America, anche se spesso di nascosto è stato per anni il libro più letto dalle americane per affrancarsi dallo stile femminile di maniera; questa narrazione è stata  per molte la possibilità d'emancipazione, un racconto concepito da una donna che ha osato esporre  la caparbietà, l'ingegno non proprio ortodosso e la coerenza d'intenti di una giovane innamorata e anticonformista. Nel 1948 Otto Preminger realizzò un film con scenografie sontuose e accurate rievocazioni sullo stile del romanzo, per il quale la signora Winsor aveva utilizzato le ricerche del primo marito per la tesi di laurea sull'Inghilterra di Carlo II e moltissimi altri testi. Il lettore si trova tra le mani un'attendibile ricostruzione storica, con profusione di particolari su costumi morigerati e usanze licenziose, mirabili descrizioni di abiti e di elaborate acconciature femminili; l'autrice ha disegnato con le parole gli interni del palazzo reale, dei castelli, delle case di campagna, ma ha raccontato anche una realtà cruda che parla, senza tanti fronzoli, di sopravvivenza nonostante lo scialo di ori e sete preziose. Pubblicata per la prima volta nel 1944 la vicenda è quanto mai attuale. La giovane e  intrapendente Amber  usa  il suo fascino per la scalata sociale, una sorta di escort barocca che non disdegna la protezione di un famoso bandito, di sposare  e  accompagnarsi con anziani della borghesia prima e della nobiltà poi, fino a diventare la favorita del re. Un racconto senza retorica, personaggi nient'affatto prevedibili, scelte della protagonista mai scontate o compiacenti a quelle che potrebbero essere le aspettative del lettore. Seguendo le vicende impudiche, ma non pruriginose di Amber scopriamo la vita quotidiana di ogni ceto, ci spostiamo dalla campagna alla città , dalla prigione alla corte seicentesca, in una narrazione fluida, ricca di figure delineate nei minimi particolari, vive e contraddittorie, che restano nel cuore, anche quando provocano allergie emotive. Difficile per più di ottocento pagine mantenere un buon ritmo, conservare l'attenzione e l'interesse del lettore, lasciando un finale aperto credibile, ma Kathleen Winsor ci è riuscita, tant'è che ancora oggi Amber è una lettura piacevole e  ancor più interessante per chi apprezza gli scrupolosi riferimenti storici.

 

 

 
 
 
 
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