American Tabloid

American Tabloid
“L’America non è mai stata innocente. Abbiamo perso la verginità sulla nave durante il viaggio di andata e ci siamo guardati indietro senza alcun rimpianto”. Tra il 1958/1959 e il 1963, tra la liberazione di Cuba dalla dittatura di Batista ad opera di Fidel Castro e l’anno dell’assassinio di J. F. Kennedy a Dallas, l’America è un luogo cinico, che inquieta per quello che nasconde, nel quale campeggiano uomini di potere senza scrupoli (ma quale uomo di potere ne ha?): Jimmy Hoffa, capo del potentissimo sindacato dei trasportatori, legato agli ambienti della mafia italo-americana, J. Edgar Hoover, direttore dell’FBI, fanatico anticomunista e nemico giurato della famiglia Kennedy, Howard Hughes, editore miliardario sempre alla ricerca di notizie scandalistiche, spadroneggiano, prima di arrivare a John e Robert Kennedy. Attorno ai Kennedy, spesso da loro stessi manovrati, si muovono e operano personaggi che fanno parte del sottobosco più sordido della società americana: trafficanti di droga, mafiosi, agenti segreti doppiogiochisti, pronti a vendersi al miglior offerente, esponenti del Ku Klux Klan collusi con la malavita organizzata, squillo d’alto bordo, assassini prezzolati ingaggiati dalla CIA per organizzare la resistenza degli esuli cubani, uomini politici senza morale e senza ideali, alla ricerca del protettore giusto che garantisca loro una carriera sicura…
American tabloid è semplicemente blasfemo: la famiglia Kennedy viene fatta a pezzi. Il padre Joe, miliardario irlandese, arricchitosi grazie all’appoggio della mafia, compra, sfruttando anche le vecchie amicizie, la Casa Bianca al figlio John, a sua volta donnaiolo impenitente e amorale. JFK, eletto per una manciata di voti grazie agli appoggi dei boss italo-americani, non li ostacola, anzi fornisce loro un tacito assenso allo sbarco nella Baia dei Porci, organizzato con l’appoggio della CIA, per rovesciare il regime castrista e riprendere il controllo sui casinò cubani e sul traffico di stupefacenti. Il giovane Robert, infine, diametralmente opposto al fratello, nutre l’ossessione calvinista di combattere con tutti i mezzi, propri e impropri, l’influenza del crimine organizzato: la sua ossessione diventerà anche la sua rovina. Già dal primo capitolo di una annunciata trilogia si comincia a respirare la fosca, quasi sulfurea, eppure attraente, atmosfera della contro-storia americana, che ci accompagnerà fino all’ultimo episodio.

 

 

 

 
 
 
 
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