Americani

Americani
Axl Rose e Michael Jackson sono nati nello stato dell’Indiana, rispettivamente a Lafayette e a Gary. Nessuno dei due però è rimasto in quei posti a lungo: la notte che è partito per Los Angeles, Rose ha scritto sull'asfalto “Baciami il culo Lafayette, io me ne vado” e Jackson ha costruito Neverland in California. Osservali più da vicino: parla con un amico d’infanzia di Axl, pensa al corpo di Michael come alla più grande scultura postmoderna americana… Cinque ragazzi sulla ventina nati e cresciuti in West Virginia hanno fatto centinaia di miglia per andare a Creation, il più grande festival di Christian Rock degli Stati Uniti. Mangiano rane, intonano canzoni cristiane, citano passi biblici a memoria. Perché? Suona la chitarra con loro e te lo spiegheranno... «Ero sulle rive del fiume Stige. Sono arrivate le barche a remi per portarmi dall’altra parte, ma invece di Caronte c’era Huck Finn e quando si è tolto il cappuccio era un vecchio, tipo di novant’anni»: questo dirà un ragazzo dopo essersi risvegliato dal coma, nel bel mezzo di un delirio celebrale che durerà quasi un mese. Tutta colpa di un microfono...
Raccolta di dodici articoli apparsi precedentemente su "GQ”, “The Paris Review”, “Harper’s Magazine”, “Oxford American” e “Ecotone”, Americani – titolo originale Pulphead –  è un ritratto variopinto, ironico e sincero della società statunitense,o forse di qualunque luogo in Occidente. Ancor più degli argomenti discussi, è apprezzabile la capacità di osservazione di John Jeremiah Sullivan, sempre ben disposto a imparare da qualsiasi cosa gli capiti. Andare a un festival di Christian Rock, ad esempio, significa per lui parlare con le persone e riflettere sul proprio passato, un viaggio a Disneyworld diventa l’occasione per pensare a com’è nato il parco e per visitarne i luoghi meno battuti, incontrare gli ex-concorrenti del programma MTV “The Real World” è quasi come guardare la contemporaneità allo specchio e ripensare a Michael Jackson aiuta a sbarazzarsi di molti pregiudizi. Come in un vero e proprio viaggio, in Americani non si sta seduti composti a guardare dal finestrino, ma si scende, si fa amicizia, si assaggiano nuovi sapori senza storcere il naso, si ascolta tanto e si parla meno. Di continuo si scoprono cose che val la pena di conoscere.

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