Amnesia

Amnesia

Il 43enne Mathias Freire fa lo psichiatra all'ospedale Pierre-Janet di Bordeaux. È arrivato da poco tempo, si è stabilito in una graziosa villetta di periferia, è benvoluto da colleghi e pazienti, ma ha due grossi problemi. Il primo è che non beve vino, e questo sostanzialmente gli impedisce di essere accettato davvero nella buona società bordolese, che del vino ha fatto una vera e propria religione da secoli. Il secondo è che nasconde una macchia professionale gravissima: quando lavorava all'Hôpital de Villejuif, nei pressi di Parigi, due anni prima, aveva intrecciato una relazione sessuale con una paziente affetta da una gravissima forma di schizofrenia. Non solo: la donna si era suicidata dopo una notte d'amore impiccandosi con la cintura dello psichiatra. Il caso per sua fortuna era stato archiviato, e nessuno aveva sospettato di lui, ma appena si era presentata l'occasione del trasferimento a Bordeaux Mathias l'aveva colta al volo, sperando di lasciarsi alle spalle definitivamente quella orribile vicenda che avrebbe potuto costargli la carriera e rovinarlo per sempre. Una notte Freire (che da qualche giorno ha l'impressione di essere pedinato da un inquietante SUV nero) riceve una chiamata dalla guardia medica, che gli preannuncia l'arrivo in ospedale di un uomo colpito apparentemente da una grave amnesia e trovato dalla polizia in una stazione ferroviaria. Il misterioso individuo – un omone di 2 metri per 130 kg in cappotto e cappello da cowboy – sostiene di chiamarsi Mischell (ma il nome è introvabile sugli elenchi) e di avere solo dei flash di un paesino dai muri bianchi, probabilmente del Mediterraneo: Freire non riesce assolutamente a suscitare nel suo enigmatico paziente altri ricordi di nessun genere. La situazione precipita quando la polizia rinviene il cadavere di un tossico nudo e con calzata a forza sul cranio la testa mozzata di un toro proprio nella stessa stazione in cui girovagava il gigante con l'amnesia. Per la dura e ambiziosa 29enne Anaïs Chatelet è il primo caso di omicidio da quando è stata promossa capitano, e non sta nella pelle...

Portatore sano di un stile più che collaudato, Jean-Christophe Grangé miete pagine su pagine e rivolta ogni singola zolla della trama ricreando miriadi di personaggi e colpi di scena. Non batte tasti al computer, le parole le tira fuori da un cappello magico. Parole semplici e studiate ad hoc per analizzare nel minimo dettaglio i gesti e le azioni dei suoi personaggi. Il lettore vede con chiarezza ogni singola mossa, ma gli sfugge l’arrocco e presto questi spariscono in un gorgo di effetti speciali, intoppi e incidenti mortali. Ti disarma Grangé, e ti ritrovi con solo il libro in mano e nessuna difesa contro i suoi ritmi serrati. Giri la pagina e ti ritrovi in un altro mondo, dove tutto è capovolto. Bisogna sempre ricominciare da capo, gli uomini in realtà sono altri mille uomini ed è lavoro di chi legge identificarli tutti quanti. Un atteggiamento che è a ben vedere tipico degli autori francesi d’ogni epoca. Ti fanno credere d’aver capito tutto, ma ti illudi. Grangé cambia le carte in tavola a velocità spudorata e se appare ovvia la sfilacciata congiunzione che lo fa sedere accanto a Flaubert, il suo impiantino funziona sempre e appaga. Pecca in sfacciataggine, c’è sempre troppa carne al fuoco e poco tempo per rigirarla a dovere sulle ceneri scoppiettanti. Quello che vuole tramandarci come un thriller psicologico è purtroppo una lunga sequela di accadimenti, alcuni al limite della cronaca da diario. A rimarcare quanta fatica impegni chi a tavolino licenzia un romanzo così corposo e lungo. Eppure, lì nel mezzo, si nasconde il maestro del thriller da classifica. Quando arriva il momento di chiedersi se è valsa la spesa, ecco che non riesci più a allontanare gli occhi dalle pagine. Si fa tardi, domani tutti al lavoro e le palpebre si stanno chiudendo. A malincuore e con gli ultimi barlumi di forza, ti appigli stretto alla copertina ma questa ti scivola dalle dita. Ti addormenti infine con una chiara consapevolezza. Domani è un altro giorno.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER