Amore colpevole

Amore colpevole
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Anna ha approfittato della splendida giornata e, insieme alla sorella, si è concessa un lungo bagno nel lago, di prima mattina; ed ora corre, a piedi nudi, coi capelli sciolti, per tornare a casa, godendo dei raggi del sole caldi sulla pelle bagnata, all’inizio procedendo un po’ timorosa in quanto non abituata a camminare scalza e poi sempre più a proprio agio nel sentire il contatto della terra con i piedi e rallegrandosi di queste sensazioni. Arrivate a casa, ansimanti ed accaldate, le due sorelle trovano il principe Prozorskij ad attenderle; il trentacinquenne rimane abbagliato dalla bellezza così pura e senza fronzoli delle giovani creature, ed in particolare subisce istantaneamente il fascino di Anna. Anna saluta imbarazzata il principe, poi scappa a cambiarsi d’abito con la sorella per scendere poco dopo per la colazione, ben pettinata e vestita. I tre discutono amabilmente di filosofia, pregiudizi e idee sul mondo, e Anna manifesta prontamente un’indole brillante, amante della cultura, della letteratura, della musica, e una predilezione per le cose semplici ed istintive. Il principe ne è sempre più ammaliato anche se, più che la mente fervida e vivace della giovane, appassionata di filosofia, ciò che lo attrae maggiormente è il suo corpo scattante e così giovane, dalle lunghe gambe, e già si immagina di possedere quel corpo, e freme di desiderio...

La capacità dell’autrice di scavare a fondo dell’animo femminile, di farlo in un’ottica così moderna o meglio, universale (il romanzo è stato scritto nel 1893) è davvero sorprendente. La sua scrittura è di una limpidezza tale da poterci permettere di vedere oltre le singole parole e indurci a riflessioni profonde, che ogni donna dovrebbe – o, forse, si ritrova, suo malgrado, prima o poi – a fare. D’altra parte, l’autrice è Sof’ja Tolstaja (1844-1919) che compone il romanzo quasi come un affondo al marito Lev Tolstoj (compagno di vita, studi, idee, passioni, vita familiare) dopo la pubblicazione da parte sua de Sonata a Kreutzer (1889). Sof’ja è una donna forte, dalla vita brillante e discussa, amante della natura, della filosofia, di ogni forma di arte, come appare dalla breve ma assai interessante biografia presente ad appendice del romanzo. E tanto della scrittrice c’è anche in Anna, la protagonista di Amore colpevole, libro che mi sentirei di regalare alle varie amiche con relazioni/matrimoni in crisi. Perché qui ci sono tutti i dubbi che possono sorgere nel corso di un matrimonio. Tanti dubbi. Dubbi forti, che si acuiscono con la maternità, che fanno sentire in colpa nei confronti dei figli, che si alleviano a spot quando si riesce a (ri)trovare una intimità con il marito, che si rinfocolano quando il marito appare distante e lontano... Al di là del contesto storico/sociale nel quale è inserito il romanzo e di un finale davvero da brividi (ma non svelo nulla!), quanta verità in questa storia di fine Ottocento, tanta verità da dare quasi fastidio, leggere per credere.



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