Amore mio infinito

Amore mio infinito
Matteo ha quattro cose da dire della sua vita. Che è laureato, che ha 28 anni, che lavora per una grande azienda per conto della quale vende vasche per il pesce. Nessuna delle informazioni appena citate, tuttavia, ha a che vedere con le quattro storie attraverso le quali il protagonista sceglie di raccontarsi e che ne ripercorrono la carriera sentimentale. La prima ruota intorno a Chiara, "una bambina che qualunque collina avrebbe voluto come sole". E infatti piace sia a Matteo, sia al suo amico Filippo. Hanno tutti dieci anni e sono alla fine della villeggiatura: non si vedranno mai più, ma agiscono in modo solenne e leale, lasciando a lei la scelta, senza litigare. Tre anni dopo arriva il dramma familiare che cambierà Matteo per sempre e che gli impedirà di superare la paura nei suoi timidi approcci con Maria, di cui si è innamorato. Il capitolo successivo inizia con la descrizione di una compagna di scuola, Silvia: forse è la volta buona, visto che la terza cosa è "il primo bacio". Il quarto passaggio non è meno sofferto degli altri e vede un Matteo cresciuto ma non meno confuso, perso in una Milano dove bisogna aggrapparsi a un McDonald's per trovare un punto di riferimento e, forse, qualcosa di diverso…
Un percorso dolcissimo narrato con una semplicità disarmante. Amore mio infinito, ritenuto da molti il primo vero e proprio romanzo di Aldo Nove, travolge con un linguaggio dove è l'assenza di virgole a regolare il respiro. Un discorso in prima persona capace di trasmettere l'ansia di un ragazzo che cresce ma rimane bambino, lucido e istruito eppure ingenuo. Matteo fa sorridere e affezionare per la tenerezza con cui nota le piccole cose di tutti i giorni, così come inquieta con l'angoscia dei suoi anni da studente universitario, quando con tenacia accetta qualsiasi posto di lavoro pur di restare a galla. Senza patetismi o velleità da analista, l'autore varesino traccia la crescita di un giovane che non sa comunicare e, di conseguenza, non riesce a instaurare relazioni, pur desiderandole e provando a iniziarle. Un piccolo libro ricco di rimandi alla letteratura contemporanea che offre, tra le sue varie chiavi di lettura, la possibilità di giocare a cercare i riferimenti e a riscoprirsi nel ricordo di marche e prodotti caratteristici di almeno due decenni, gli anni Ottanta e i Novanta. Dalle canzoni di Max Pezzali e di Edoardo Bennato ai dolciumi - "Il Calippo, la prima volta che mi sono innamorato costava duecento lire" - che diventano icone di un periodo e salvano il ricordo dall'oblio, velandolo d'affetto. Di azione ce n'è poca tra queste 176 pagine, solo quella del lettore, che legge e rilegge... all'infinito. Indimenticabile.

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