Amore, romanzi e altre scoperte

Amore, romanzi e altre scoperte
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Mario sente per la prima volta la parola “omosessuale” a Cirò, il paese calabrese che gli ha dato i natali. È estate, ha sei anni e si ritrova per caso ad ascoltare un gruppo di giovani che in piazza parlano di sesso e di donne. Mangia il gelato alla crema Mario, e intanto ascolta quel rumoroso chiacchiericcio. Certo, il sesso è un argomento che da sempre è oggetto di discussioni più o meno interessanti, ma quei giovani sembrano davvero molto presi. In realtà il piccolo ascolta, pone attenzione, cerca di capire, ma è troppo ingenuo e giovane per comprendere il senso di alcune parole e di determinate frasi. Improvvisamente uno di loro pronuncia la parola “omosessuale”, una parola lunga che Mario non ha mai sentito prima e per questo ne rimane profondamente colpito. Il ragazzo dice cose il cui senso al bimbo sembra davvero molto strano: “A me le donne piacciono tutte, perché io sono troppo omosessuale”. Quello che l’uomo vorrebbe dire, ma il piccolo Mario ancora non lo sa, è che si sente dotato di grandi capacità sessuali... Se è vivo tale ricordo, non è altrettanto vivo quello di quando Mario ha provato il primo stimolo sessuale. Al ragazzino piace giocare con le amichette, anche se più grandi. Una di loro si chiama Rosetta, l’altra Silvana e poi c’è Filomena. Si incontrano tutti i pomeriggi per divertirsi giocando o a palla o a nascondino. Un giorno si unisce al gruppo Cecé, un ragazzino un po’ più grande, figlio o parente di qualcuno del vicinato. Un giovane molto bello, forte, biondo e con gli occhi azzurri: per Mario, Cecé ha le sembianze di un adulto e per questo ne subisce il fascino. Il ragazzo si comporta in maniera differente con le bambine: sembra quasi voglia esibirsi e non giocare. A pomeriggio inoltrato, seduti sui gradini di casa, raccontano storie e Mario narra una serie di vicende totalmente inventate sulla sua famiglia. Storie di una macabra tragicità, in realtà mai accadute, ma che colpiscono Cecé, tanto che in segno di solidarietà il giovane gli stringe la mano. Mario si sente avvampare: sarà stato quello il primo stimolo sessuale? Il giovane si riscopre innamorato del suo compagno di giochi, ma di quell’amore puro, innocente, come si può amare una qualsiasi cosa o persona che dona piacere alla vista. Mario non si vergogna dei suoi sentimenti per Cecé, anzi, li palesa senza problemi, perché quel giovane biondo ai suoi occhi è talmente bello, talmente forte, talmente intelligente e amabile, che tutti a suo avviso dovrebbero adorarlo. Un giorno, Mario, da ragazzino molto studioso quale è, scopre la parola omosessuale sul Grande Dizionario Enciclopedico e nella spiegazione ritrova proprio i suoi sentimenti per l’amico, se pur spiegati in maniera fredda e distaccata. Scopre così di essere omosessuale...

Un’appassionante autobiografia questo Amori, romanzi e altre scoperte di Mario Fortunato, in/con cui l’autore traccia in maniera delicata, se pur schietta, il suo percorso di vita giovanile, narrandosi e scavando nei meandri della propria anima. Dalla scoperta dell’omosessualità, al suo innamoramento per Gino, Fortunato ripercorre le tappe della sua maturazione sessuale, condividendo ogni sua singola emozione. Mario si sente guidato e martoriato allo stesso tempo dalla perversione di adulto del giovane Gino e dalla sua infinita ingenuità e fanciullezza. Non è geloso se il suo amico piace alle ragazze; si sta ancora riscoprendo e la promiscuità non lo inquieta, se non dopo, se non con la consapevolezza del poi. Toccante la descrizione della sua grave ma veloce accettazione dell’omosessualità, drammatica se pur espressa con termini carichi di serenità la descrizione della rottura con Gino, di cui non accetta più la sua confusione sessuale e sentimentale. Mario si scontra anche con l’indifferenza dei suoi genitori, cosa che lo colpisce, pur rimanendo forte nei suoi ideali e nella sua voglia di conquistare il proprio posto nella società e nel mondo. Ogni capitolo di Amore, romanzi e altre scoperte è un concentrato di emozioni e sentimenti di un giovane del Sud che decide di mettere a nudo la propria anima, in un percorso di vita non semplice, ma potente. Ogni esperienza legata alla sua esistenza, dalla famiglia, alle amicizie, alla laurea, racconta una parte di realtà condita da tanto della sua intimità spirituale. Ogni sezione del libro è impreziosita da brani di romanzi da lui letti e amati, che vanno a completare la ricostruzione di quel pezzo di vita narrata. Originale la penna di Fortunato nel suo narrarsi con grande sapienza evocativa, attraverso i ricordi e attraverso le sue esperienze di lettura. Pagine di vita cariche di introspezione e di un’analisi sfrontata dell’Io, che Fortunato ritrova anche in quei pezzi di antologia, che rimpolpano elegantemente il suo racconto. Una lettura che arriva dritta al cuore: sembra quasi di seguire passo dopo passo le trepidazioni del giovane Mario, le sue sconfitte e le sue vittorie. Un libro consigliato a tutti e in maniera particolare a chi non si accetta e a chi tende a rifiutare la parte più oscura di sé.



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