Anche gli angeli mangiano kebab

Anche gli angeli mangiano kebab

Qualche anno fa. Sauro Badalamenti, di origini meridionali, nasce e lavora a Milano, laureato in Lettere, investigatore privato astemio, il fine settimana lo trascorre sulle sponde del lago di Como. Monolocale studio-ufficio in piazza De Angeli, fisico da guardia spalla, rasato, tatuato sull’avambraccio, lavora prevalentemente per conto delle assicurazioni, spesso chiamato dall’amico avvocato Domenico Costa, grasso rossiccio e barbuto. Decide di raccontarci (al passato) una confusa storia che gli è capitata. Tutto inizia con un’esplosione alla Coop di Cimiano, vari morti, anche sulla terrazza condominiale di fronte. Va a verificare che ci sia dolo, così la compagnia non paga. Trova una fabbrica clandestina di fuochi e uno strano libro accanto a una ragazza senza vita legata al clan dei Nacchia, lo porta via ma ne parla con l’antropologa paleontologa amica amante Miranda Venegoni che dirige il Labonof, dove si fanno le autopsie. La vicenda si intreccia con un caso irrisolto del passato, la scomparsa di Virginia Piastrelli, della quale finalmente hanno ritrovato le ossa: lei come altre era stata segregata per mesi e infine massacrata di sprangate…

Giuseppe Foderaro, classe 1973, calabrese anomalo trasferitosi a Roma, milanese (oltre che londinese) d’adozione, musicista a tempo perso e scrittore notturno, si diletta da qualche anno con il noir e con l’erotico. A fine 2011 aveva pubblicato per la Sangel edizioni Torre di controllo, un testo con la sinossi molto simile a questo appena uscito e il medesimo protagonista, Sauro “il Dinosauro”, che poi è tornato anche in altri romanzi. È un eroe che l’autore considera chandleriano: si trova a espiare il suo passato losco di alcolista e omicida preterintenzionale; colto, disincantato, ex buttafuori, abbandonati oscuri trascorsi nei bassifondi metropolitani, è ormai divenuto un buon detective assicurativo della Milano Nera. Segnalo i “vanilla”: gente sciapa, insipida, senza carattere, con una vita sessuale piatta, anonima e squallida. Pare che “il Dinosauro” tornerà ancora in libreria. Il titolo richiama un’incertezza sul ristorante da scegliere per un invito galante: giapponese o turco? Anche il sushi ha santi in paradiso. La storia è ingarbugliata, il racconto zoppicante, l’editing non finito.



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